Angelica
26 gennaio 2012

Luca Laurenti non andrà in paradiso: problemi col fisco

L’Agenzia delle Entrate, terrore di tutti gli italiani furbetti e non, contesta all’angelo simpatico della Lavazza un evasione dell’imposta IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) per un valore pari a 2 milioni di Euro dall’anno 2000 all’anno 2005. Il susseguirsi degli eventi è stato cronologicamente la dichiarazione delle tasse, il mancato pagamento delle stesse e un contenzioso aperto nel 2007 dal protagonista della vicenda e dalla sua sposa, Raffaella Ferrari, per le stesse.

Il primo grado di giudizio è stato già perso, il merito del contenzioso si aggira proprio attorno una questione di sostanza: i suoi legali sostengono che, essendo privo di ordine professionale (come l’albo degli ingegneri, architetti, avvocati ecc…), il mestiere di chi fa spettacolo non debba essere soggetto a tale imposta.

Gli italiani sorridono e già progettano di inflazionare il mestiere.

Wikipedia riporta sotto il termine IRAP la seguente definizione:

La base imponibile è data dalla differenza tra le voci classificabili nel valore della produzione come definito nello schema di bilancio del Codice Civile e le voci classificabili nel costo della produzione dello stesso schema. Dal costo della produzione è necessario escludere il costo del personale dipendente, le perdite su crediti (anche se di natura estimativa, come accantonamenti e svalutazioni) e gli interessi eventualmente compresi all’interno dei canoni di leasing. I costi vanno considerati con le stesse regole di deduzione previste dalla normativa Irpef e Ires. In linea generale un costo non deducibile dal reddito ai fini Ires, ad esempio per una Srl, non sarà deducibile neppure dall’imponibile Irap. Vi sono tuttavia talune eccezioni, quali ad esempio l’Imposta Comunale sugli Immobili (ICI) che pur non essendo deducibili ai fini Ires mantengono la deducibilità ai fini IRAP.
Anche i soggetti non obbligati alla redazione del bilancio previsto dal Codice Civile (quindi snc, sas e imprese individuali con un volume d’affari inferiore a certi limiti) dovranno comunque riclassificare i propri costi e i propri ricavi in detto schema per determinare l’imponibile Irap.

Facendo un calcolo contrario si deduce anche che un importo di tasse così corposo corrisponde ad un corposo guadagno, sicuramente anche meritato visto il successo e le capacità del comico.

Equitalia, il braccio armato dell’Agenzia delle Entrate, ha già i denti su sei appartamenti dislocati nei pressi di corso Buenos Aires a Milano. Ovvio che se in appello il comico Laurenti dovesse risultare perdente gli appartamenti verrebbero messi all’asta dall’ufficio delle esecuzioni del tribunale di Milano.

Approfondimento:

3 Pensieri

  1. memoria lunga scrive:

    penso che non bisogna giudicare se non si hanno tutti gli elementi, e comunque se ha un commercialista, dovrebbe il commercialista rispondere di questo errore se errore è non credete?..

  2. sandra scrive:

    Non so se Laurenti ha evaso o no, lo valuterà che ne ha il compito e l’onere. Ma di sicuro evadere è rubare allo stato, cioè a tutti noi.

  3. [...] dal pagare l’imposta per gli anni 2000-2004. Vi avevamo parlato il 26 gennaio dei suoi problemi con il fisco ma ora è stato tutto ritrattato. A Laurenti erano state pignorate ben 6 appartamenti a Milano. [...]

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Pubblicato in Cronaca