La Juventus è Campione d’Inverno

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Al giro di boa del campionato, la Juventus si laurea Campione d’Inverno superando due a zero l’Atalanta a Bergamo e dimostrando di voler fare sul serio in ottica scudetto. Alle sue spalle, però, non molla il Milan, che vince con straordinaria facilità a Novara grazie alla ritrovata coppia Ibrahimovic-Robinho. L’Udinese regge il passo delle grandi, battendo il Novara col solito Di Natale, e chiudendo l’andata con il record personale di punti. Torna a farsi sotto anche l’Inter che batte la Lazio, scavalcandola in classifica. Sale anche la Roma, dirompente contro il Cesena e con Totti che diventa il giocatore che ha segnato più reti nel campionato italiano con la stessa maglia (211). Oltre alla Lazio, rallenta anche il Napoli fermato a Siena da Calaiò e da un super Pegolo. Nella zona retrocessione, pareggio con recriminazioni e scandaolosa rissa finale tra Lecce e Chievo e x anche tra Bologna e Parma, con molte meno emozioni. Chiude con uno scialbo pareggio un girone di andata non certo entusiasmante anche la Fiorentina, zero a zero a Cagliari, mentre girandola di reti tra Palermo e Genoa, con i rosanero che hanno la meglio e allontanano la crisi.

ATALANTA – JUVENTUS       0-2 (Lichtsteiner, Giaccherini)

Grande prova di forza della Juve che si laurea, meritatamente, campione d’inverno andando a vincere, con qualche sofferenza di troppo ma creando tantissimo, sul campo di un’Atalanta in crisi. Avvio equilibrato, poi la Juve comincia a premere e si fa pericolosa con Barzagli (palo), Vucinic, Pepe e Vidal (traversa). L’Atalanta si salva grazie a Consigli ma non riesce a rendersi pericolosa. L’unica occasione è un destro al volo largo di Denis. Il gol arriva nella ripresa su assist illuminante di Pirlo e colpo di testa di Lichtsteiner (55’). L’Atalanta chiede un rigore per affossamento di Denis in area, ma è la Juve a chiudere i conti con una bella combinazione dei neo entrati Marrone e Giaccherini (82’). Bianconeri seri candidati allo scudetto.

I MIGLIORI:        Cigarini, Moralez; Lichtsteiner, Pirlo, Marrone, Giaccherini

I PEGGIORI:       Ferri, Raimondi, Bonaventura, Schelotto; Matri

 

BOLOGNA – PARMA               0-0

Derby emiliano per nulla emozionante, ma la posta in palio era alta e Bologna – Parma si dividono il bottino. Le uniche emozioni del primo tempo sono un colpo di testa di Di Vaio e un tiro a botta sicura di Mudingayi, entrambi ben respinti da Pavarini. Nella ripresa Ramirez prova ad accendere la luce nel Bologna e il neo entrato Biabiany nei ducali, ma sono i soli e il risultato non si sblocca. Alle due squadre, in ottica salvezza, va bene così.

I MIGLIORI:        Gillet, Raggi, Mudingayi, Ramirez; Pavarini, Paletta, Lucarelli

I PEGGIORI:       Garics, Acquafresca, Di Vaio; Gobbi, Galloppa, Valdes, Giovinco

 

CAGLIARI – FIORENTINA     0-0

Altra partita non particolarmente emozionante quella tra Cagliari e Fiorentina, che muovono la classifica con il minimo sforzo. Gara iniziata in ritardo per la protesta degli operai dell’Alcoa che rischiano il licenziamento. L’occasione più clamorosa arriva proprio in avvio con un colpo di testa di Cossu, respinto d’istinto da Boruc. Poi ancora Cagliari con salvataggio sulla linea di Natali su tiro di Ibarbo e destro a giro di Cossu, fuori non di molto. La Fiorentina, dove pesa come un macigno l’assenza di Jovetic e di un attaccante vero, è tutta in un sinistro di Lazzari respinto da Agazzi. La ripresa è ancora più soporifera e lo zero a zero è conseguenza logica. Al Cagliari va bene così, la Viola spera in un girone di ritorno decisamente diverso.

I MIGLIORI:        Agazzi, Pisano, Cossu; Boruc, Natali, Gamberini, Pasqual

I PEGGIORI:       Ekdal, Dessena , Larrivey; Cassani, Lazzari, Munari, Ljajic

 

INTER – LAZIO                           2-1 (Rocchi(L), Milito(I), Pazzini(I))

Il big match di giornata sorride all’Inter che centra l’ennesima vittoria consecutiva, rimontando il gol iniziale biancoazzurro grazie, anche, agli accorgimenti tattici di Ranieri. I nerazzurri si presentano in avvio in formazione inedita con Nagatomo esterno destro alto e Zanetti in mezzo. Il gioco però non decolla e dopo un tiro di pochissimo alto di Alvarez su errore di Marchetti, la Lazio comincia a farsi pericolosa, soprattutto con lo scatenato Rocchi, che prima colpisce il palo e poi porta in vantaggio i suoi su verticalizzazione di Ledesma (29’). Il pareggio arriva al 44’ su triangolazione Milito-Alvarez-Milito e palla in buca del Principe. Nell’intervallo Ranieri capisce che così non va e inserisce Obi e Sneijder per Chivu e Alvarez. E l’Inter cresce. Pazzini impegna Marchetti su cross di Sneijder, poi segna con un delizioso pallonetto (63’), anche se l’azione è viziata da un fuorigioco evidente. Prima della fine altre occasioni per Klose e Sneijder. L’Inter scavalca i laziali, resta a -6 dalla Juve e a -5 dal Milan e torna a credere seriamente nello scudetto.

I MIGLIORI:        Samuel, Sneijder, Milito, Pazzini; Lulic, Ledesma, Rocchi

I PEGGIORI:       Chivu, Cambiasso, Alvarez; Marchetti, Dias, Cissè

 

LECCE – CHIEVO                     2-2 (Paloschi(2)(C), Esposito(L), Di Michele(L))

Importante scontro salvezza, soprattutto per il Lecce, che però agguanta il pareggio solo nel recupero. I giallorossi regalano subito due reti a Paloschi, bravo ad approfittare degli errori della difesa salentina e battere Benassi, prima con un destro al volo (3’) e poi con un pallonetto preciso (24’). Nel mezzo, un palo di Muriel con una bella voleè di destro. Il Lecce però non si scompone e cominciare a spingere per il pareggio. Dopo un miracolo di Benassi su Cesar, Esposito si fa perdonare gli errori pareggiando di testa su angolo di Olivera (30’). Poi sono Muriel, Brivio e Di Michele a spaventare Sorrentino. Nella ripresa, ancora Esposito sfiora di testa il pareggio, che poi arriva solo al 93’ con Di Michele che mette in porta sottomisura un traversone di Pasquato, entrato da pochi minuti. Da condannare indegna maxi rissa al fischio finale. Il Chievo continua il suo bel campionato, mentre il Lecce perde una buona occasione, anche se guadagna punti su Cesena e Novara e non è più ultimo.

I MIGLIORI:        Brivio, Esposito, Cuadrado, Pasquato, Di Michele; Paloschi, Thereau

I PEGGIORI:       Ferrario, Oddo, Tomovic; Jokic, Cruzado, Pellissier

 

NOVARA – MILAN                   0-3 (Ibrahimovic(2), Robinho)

Dominio rossonero a Novara, con un grande protagonista, il solito Ibra. Lo svedese si scalda subito con due velenose punizioni sulle quali Ujkani si arrangia come può (e Robinho spreca ancora l’impossibile a porta vuota). Poi ci provano Thiago Silva, Nocerino e Mexes, con due salvataggi sulla linea di Caracciolo in ripiegamento difensivo. Nella ripresa il primo brivido lo regala Caracciolo, con un tiro, l’unico del Novara, ben deviato da Amelia. Il gol rossonero comunque è nell’aria e arriva puntuale al 57’ con Ibrahimovic (e chi sennò?) su assist di Ambrosini. Il 2-0 lo confezionano El Sharaawy, entrato nella ripresa, e Robinho che stavolta da due passi non sbaglia (73’). I conti li chiude ancora Ibrahimovic con una magia di tacco dopo uscita avventata di Ujkani (89’). Chiara risposta alla Juve dei rossoneri: il Milan c’è!

I MIGLIORI:        Centurioni, Gemiti, Caracciolo; Amelia, Ambrosini, El Sharaawy, Robinho, Ibrahimovic

I PEGGIORI:       Ujkani, Rinaudo, Pesce, Porcari; Abate, Antonini, Emanuelson

 

PALERMO – GENOA               5-3 (Palacio(G), Budan(P), Silvestre(P), Mantovani(P), Palacio(rig)(G), Miccoli(P), Migliaccio(P), Jankovic(G))

Trionfo del gol (e degli errori) al Barbera tra Palermo e Genoa, le due squadre più “pazze” del campionato per incostanza di rendimento. Pronti via e a passare in vantaggio è il Genoa con Palacio che devia in rete di coscia un assist di Gilardino (14’). Poi Miccoli e Budan (traversa) prendono le misure per il pareggio che arriva al 26’ con colpo di testa dello stesso Budan su assist di Miccoli. Il Palermo continua a spingere e trova prima il 2-1 con Silvestre su cross di Ilicic (37’), poi il 3-1 con Mantovani su traversone basso di Miccoli (42’). Nella ripresa il Genoa riapre il match con Palacio che trasforma un rigore concesso per fallo di mano di Balzaretti (59’). Ma ci pensano Miccoli su assist di Budan (75’) e Migliaccio di testa su punizione di un immenso Miccoli (84’) a chiudere i conti. C’è ancora tempo però per il terzo gol del Genoa, siglato da Jankovic (90’) in mischia.  Mutti si gode il primo successo e allontana per il momento lo spettro dell’esonero, Genoa ancora alla ricerca di un’identità dopo il cambio in panchina e i nuovi acquisti.

I MIGLIORI:        Mantovani, Silvestre, Migliaccio, Budan, Miccoli; Jankovic, Palacio

I PEGGIORI:       Viviano, Balzaretti; Frey, Granqvist, Mesto, Moretti, Sampirisi

 

ROMA – CESENA                      5-1 (Totti(2)(R), Borini(R), Eder(C), Juan(R), Pjanic(R))

Tutto facile per la Roma che si gode un momento di forma straordinario e festeggia il record di Totti, giocatore che ha segnato più reti di tutti nella storia della Serie A con la stessa maglia. Avvio dirompente dei giallorossi che dopo 9 minuti sono già sul 3-0: Totti su assist di Lamela e deviazione di un difensore (1’), stessi protagonisti per il secondo gol giallorosso con destro al volo del capitano (8’) e Borini sottomisura su cross basso di Greco (9’). Cesena annichilito, ma che prova comunque a reagire, trovando la rete del 3-1 a inizio ripresa con il solito Eder, in un buon momento di forma, che scavalca Stekelenburg con un numero e deposita in rete il lancio di Candreva (58’). I romagnoli non fanno quasi in tempo a festeggiare che la Roma va di nuovo in gol con Juan, lesto nel tap in dopo colpo di testa di Borini respinto da Antonioli (62’). La rete del definitivo 5-1 è merito di Pjanic che in due tentativi riesce a superare Antonioli, mentre la difesa del Cesena guarda immobile (70’). C’è ancora tempo per un’occasione per parte: Eder sciupa un buon contropiede ignorando un compagno libero, Bojan si vede negare la gioia del gol da un ottimo riflesso di Antonioli. Roma bella e concreta, ora si torna a sperare in un posto Champions.

I MIGLIORI:        Juan, Greco, Lamela, Pjanic, Borini, Totti; Candreva, Eder

I PEGGIORI:       Stekelenburg; Antonioli, Comotto, Rodriguez, Von Bergen

 

SIENA – NAPOLI                       1-1 (Calaiò(S), Pandev(N))

Un Napoli timido e sprecone non va oltre il pareggio a Siena e compromette seriamente non solo le speranze di Champions ma anche di un semplice posto in Europa. In avvio D’Agostino sfiora l’incrocio su punizione, poi il Napoli comincia a spingere e Pegolo inizia il suo show da migliore in campo respingendo un destro al volo di Cavani. Il Siena comunque difende con ordine e Calaiò tiene in apprensione la difesa campana prima sfiorando l’eurogol con un pallonetto da 40 metri, poi colpendo la traversa con un chirurgico “scavetto”. Passata la paura, nella ripresa il Napoli torna ad attaccare, anche grazie all’innesto di Lavezzi e Pegolo deve effettuare un altro grande intervento sempre su Cavani. Il gol però lo segna il Siena, con Calaiò di testa su cross di Vergassola (67’). Poi ci pensa Pegolo a salvare il risultato, parando anche un rigore a Cavani. Il portiere senese si deve arrendere solo all’86’ su una bella girata di testa di Pandev, ma è ancora miracoloso sul macedone allo scadere. Punto che accontenta il Siena, anche se la classifica resta preoccupante.

I MIGLIORI:        Pegolo, Del Grosso, Vergassola, Calaiò; Dossena, Lavezzi, Pandev

I PEGGIORI:       Contini, Pesoli, D’Agostino; Campagnaro, Cannavaro, Cavani

 

UDINESE – CATANIA               2-1 (Armero(U), Di Natale(U), Lodi(rig)(C))

L’Udinese regge il passo delle prime della classe e chiude un girone d’andata da record contro un Catania spuntato. I friulani ci provano con Abdi e Di Natale ma il gol arriva in contropiede con cavalcata di 60 metri di Isla e tocco per Armero sul cui tocco Izco devia nella propria rete (20’). Il Catania ha l’opportunità di pareggiare su incursione di Gomez, stoppato in uscita da Handanovic. Nella ripresa, dopo aver rischiato ancora, nuova magia di Armero che stavolta serve un assist al bacio per uno splendido sinistro al volo di Di Natale (53’). Il Catania si sveglia con gli ingressi di Catellani e Lodi, che spaventa Handanovic su punizione e poi lo supera su rigore per fallo di Fernandes su Catellani (94’).

I MIGLIORI:        Handanovic, Isla, Armero, Di Natale; Barrientos, Lodi, Catellani

I PEGGIORI:       Basta, Fernandes; Legrottaglie, Potenza, Izco, Bergessio

 

 

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