La Sicilia in fase di ripresa?

La Sicilia, da lunedì scorso, è in ginocchio per lo sciopero indetto dal “Movimento dei Forconi”. Sembra di essere in guerra: scaffali dei supermercati vuoti, distributori di benzina prosciugati, cittadini tenuti in ostaggio, strade chiuse, bloccate dai tir, e gli animi a dir poco accesi.

La protesta seppur aspra, è andata avanti in maniera piuttosto quieta, non ci sono stati episodi di violenza, anche se il nervosismo è tangibile.

Lo sciopero era stato programmato per cinque giorni e quindi fino a venerdì 20 gennaio, ma ieri il responsabile del “Movimento dei forconi” ha fatto sapere che il disagio continuerà, che non hanno intenzione di fermarsi anche se allargheranno le maglie, quindi, fin quando non si avranno risposte concrete si andrà avanti.

La crisi economica, ha colpito eccessivamente le fasce medie della nostra società, e la protesta degli autotrasportatori rappresenta la stanchezza e la paura degli italiani.

Intanto, a Catania e a Palermo i cittadini hanno dormito in macchina nei pressi dei distributori di benzina, sperando nell’arrivo dei rifornimenti, ma secondo i gestori si tratterebbe di un’attesa vana.

Nell’Agrigentino, uno dei più grandi depositi provinciali, ha esaurito le scorte bombole di gas gpl e da Gela fanno sapere che l’approvvigionamento non potrà avvenire prima di mercoledì.

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