Marianna
20 gennaio 2012

Fronte del porto: impegno sociale e grandi attori

Uscito nel 1954 per la regia di Elia Kazan, Fronte del porto fu una rivelazione per la forza emotiva della vicenda raccontata in virtù del realismo sociale che la contraddistingueva.

Terry (Marlon Brando) è un pugile fallito, tenero ma non proprio sveglio, che è finito a lavorare come portuale e a collaborare come scagnozzo del corrotto rappresentante del sindacato portuale Johnny Friendly (Lee J. Cobb) che tiranneggia sui lavoratori.
Il fratello di Terry, Charlie (Rod Stieger) sbriga le faccende contabili e legali di Friendly. La crisi di Terry scoppia quando viene inconsapevolmente coinvolto nell’omicidio di un portuale che aveva intenzione di parlare con la polizia dei abusi subiti.
Parlare e fare la cosa giusta o tacere e salvarsi la vita?

La vicenda fu sceneggiata sulla base di una serie di articoli giornalistici di inchiesta di Malcom Johnson che indagavano il problema del racket nei porti di New York e del New Jersey. In questo modo il film si caratterizzò subito per il legame evidente con la realtà oltre perché arricchito dalle interpretazioni degli attori della nuova generazione di Hollywood, formatasi sui palchi di Brodway secondo un’impronta fortemente naturalistica.
Il personaggio di Marlon Brando mette in scena la crisi morale legata al tradimento: nonostante egli prenda la decisione giusta il cambiamento non si fa vedere subito, la reazione degli altri non è immediatamente positiva. Chi parla è una spia, un vigliacco, non importa se l’ha fatto per il bene di tutti.
Tuttavia il finale del film cresce d’intensità e si configura come una sorta di presa di coscienza dei lavoratori che finiscono per scavalcare il “gradino marcio” di un sistema che, fino a un momento prima, sembrava impossibile scavalcare.

E’ impossibile non legare le vicende raccontate nel film con quelle che interessarono regista e sceneggiatori. Il film fu scritto e realizzato in pieno maccartismo, in un’america scossa dalla paranoia dell’anticomunismo. Arthur Miller fu inizialmente chiamato da Kazan a scrivere la sceneggiatura ma quando Kazan testimoniò davanti al comitato per le attività antiamericane, Miller si tirò indietro e Kazan chiamò il collaborazionista Schulberg. Fronte del porto è stato da allora spesso etichettato come l’apologia del regista e dello sceneggiatore rispetto ai loro colloqui con il Comitato e la loro reputazione rovinata.

Una delle scene più tenere è quella in cui Terry gioca con il guanto di Edie (Eve Marie Saint al suo debutto cinematografico) e se lo infila.
Una delle più emozionanti è il confronto di Terry con il fratello nel taxi. Commovente quella in cui Terry trova tutti i suoi piccioni morti, uccisi dal ragazzino che lo ammirava.
Ancora oggi il film è una riflessione viva e moderna sul tradimento e sulla giustizia.

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Pubblicato in Cinema