FBI chiude Megaupload

Non sono stati ancora varati i decreti legge PIPA e SOPA che già si hanno le prime vittime.

A cadere è stato il sito di file sharing per eccellenza, Megaupload poi a giro tutti i 18 siti collegati tra cui Megavideo.

Non è un caso che dopo la protesta dei big di internet contro il SOPA tra cui Google, Wikipedia, Facebook, Yahoo, eBay l‘FBI non abbia fatto attendere la propria risposta.

Nella nottata – ora italiana – ha arrestato 4 persone a capo di Megaupload tra cui il fondatore Kim Dotcom, conosciuto meglio come Kim Schmitz, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’estorsione, al riciclaggio e alla violazione del diritto d’autore.

Precisamente si contesta a Megaupolad il mancato guadagno di 500 milioni di dollari ai legali detentori dei diritti d’autore e al contempo un’entrata nelle casse della società di Kim Dotcom di circa 175 milioni ottenuti da pubblicità e servizi premium.

Anche Anonymus, dal canto suo, non ha aspettato poi tanto per la risposta. Gli hacker hanno mandato down solo dopo 15 minuti dalla notizia dell’arresto il sito del dipartimento della giustizia americana (justice.gov). Nelle ore successive la stessa sorte è toccata ai siti delle principali case discografiche come Universal Music e anche all’FBI, scatenando così la cosiddetta World War Web.

 

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