Malquori: Il gioco analogo

Ne Il giuoco delle parti Pirandello narrava di un protagonista che aveva risolto il passatempo dell’esistenza facendo il vuoto di sentimenti e passioni dentro di sé; tuttavia, poiché fosse necessario dare un fondamento alla propria vita, si era assunto la veste di filosofo; nella sua opera, il Signor Malquori pare aver creato un gioco analogo.

Pesca dal cilindro un suono e lascialo lì a germogliare nel silenzio, nel silenzio delle cose di ogni giorno suggerisce nell’iniziale Un giorno da piccolo; con il ritmo scanzonato di Bloody Mary Blues rievoca passioni lontane, quando senza neanche pensare, mi afferrasti per la mano e giù dritti a far l’amore, a quegli istanti felici, privi di riflessioni sul domani e a quei giorni fradici di Blues.

Senz’altro il pezzo di punta dell’album: entra in testa e non se ne va più.

Gli fa eco Monedita, dal marchio spiccatamente waitsiano e dalla vivacità retrò, offertagli dalla fisarmonica a bocca.
Arrivano poi i cinque minuti amari e sconsolati di Alcool e cartoni, laddove un clochard canta a squarciagola, disperato, la sua storia.. e la sua triste fine.

Malinconia anche in Vai via – con i suoi versi di congedo – , Mercante di Illusioni e Il profumo: trombe, chitarre e pianoforte si distendono su una melodia elegante, laddove imperversa lo stimolo: Se un giorno ad un angolo Ti rapirà un profumo che Sa di libertà E il tuo cuore ingenuamente andrà.
Rock a gogò in Chanel e vocalizzi galeotti (Oh lord) precedono il bagliore suicida – Io volo, in questa voragine Io volo, che bella vertigine – di Sul balcone.

Ogni traccia un’emozione, un’esplosione di blues e inquietudini ormai scorse; spaccati di vita comune si alternano a storie navigate dei personaggi più disparati, in un surrealismo moderno, che non lascia indifferente il pubblico.

Pirandello non avrebbe saputo fare di meglio.

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