Comunicare l’arte in dimensione urbana

Era da un po’ che volevo toccare quest’argomento, trattare la sfera della comunicazione artistica attraverso l’uso di espressioni sensoriali altre. L’occasione me l’ha da una mostra che inizierà a Treviso, il 21 gennaio (2012). 108 + Cecotto.

Prima però vorrei fare un salto indietro, vorrei partire da una dichiarazione di qualche anno fa, di un Architetto spagnolo, Moneo, che mi ha aperto un nuovo modo di vedere le cose. Alla domanda che cosa lo ispirasse nella sua progettazione rispose: “la musica”, ed invitava ad osservare le facciate delle case come fossero spartiti musicali.

Da quel giorno la mia prospettiva cambiò radicalmente, da allora interpreto le architetture come delle composizioni, con dei ritmi paragonabili a delle note musicali, finestre, pareti, cordoli, aggettante, le vedo come note di uno spartito rivolto agli spettatori che dalla strada, platea, potevano “ascoltare” guardando gli edifici che li circondano.

Una rivoluzione paragonabile, da parte nostra, all’immedesimazione in un cieco. Sostituire la vista con il tatto, e nel nostro caso, soprattutto con l’udito, è farsi trasportare non più solo dalla testa ma, se mi posso permettere, dall’immaginazione.

Tornando alla mostra , ritengo interessante far parlare ora i protagonisti attraverso alcuni loro ragionamenti scritti:….” vi capita mai di accorgervi, mentre camminate, che su alcuni muri delle città ci sono lavori meravigliosi? Abbiamo la testimonianza di due autori: 108, è un giovane esponente della Street Art; di se dice: “In arte nessuna forma è totalmente materiale”. Le arti sono sempre state legate alle attività magiche, spirituali e trascendentali.

Ogni lettera o numero che noi utilizziamo e che riconosciamo in pochi istanti è in realtà un simbolo, una rappresentazione grafica astratta che noi sappiamo interpretare. Tuttavia bisogna avere una conoscenza di base per questo che è molto limitante. Una forma universale che valga sempre in ogni momento, in questa e nelle altre realtà, deve comunque esistere.

Se 108 me lo permette, mi piace molto il corto circuito attivato tra le varie filosofie “umane”, chiamiamole discipline, la volontà di far dialogare la spiritualità e la ragione, per portare all’essenza di un codice universale leggibile ai più. La fruibilità democratica alla città, dovrebbe essere lo scopo principale di ogni amministrazione, che l’obiettivo sia perseguito da un artista, comunque cittadino, mi riempie il cuore.

Marco Cecotto, l’altro protagonista della mostra, l’ho conosciuto in un esperienza che abbiamo organizzato nel 2011 con il comune di Venezia, politiche giovanili (www.mestresweetcity.org). Posso dire che è stata una scoperta entusiasmante. Intanto l’eccezionalità di Marco è che è laureato in filosofia, ma per “complicarsi” ancora di più la vita ha scelto di fare l’artista dei suoni. C’è chi comunica con i colori, i pennelli, etc. lui va in giro a registrare rumori e poi li ricompone in “tappeti” musicali, d’ambiente. Ecco cosa prevede la sua installazione di Treviso:

Il titolo dell’opera sarà: “Questo non è un oggetto”
L’istallazione è divisa in tre sezioni il cui scopo comune è permettere al fruitore di indagare sotto l’aspetto esperienziale e percettivo la tenuta dei limiti di diverse tipologie di oggetto, utilizzando il suono come medium e l’interazione come strategia.

Found Object (Antenna, asta microfoni, microfono a contatto, computer, amplificatore): Il visitatore è invitato a suonare l’antenna, sfruttandone le caratteristiche fisiche che più l’ avvicinano a uno strumento musicale: attraverso la decontestualizzazione dell’oggetto e il suo riutilizzo ludico in ambito sonoro, i limiti che esso assume nell’esperienza quotidiana, vengono sospesi e fatti oscillare.

Sound Object (Parallelepipedo in legno, Led, fotoresistenze, Arduino, computer, cuffie): Il visitatore è invitato ad indossare le cuffie e ad inserire la mano nei parallelepipedi in legno, muovendola al loro interno, ci sarà una reazione elettroacustica di registrazioni effettuate in ambienti urbani.

Art Object (Lampade, fotoresistenze, Arduino, computer, autoparlanti) : Il visitatore è invitato a interagire con l’ambiente luminoso della stanza, influenzando il suono attraverso la propria ombra. Questa sezione è “site specific”, è per così dire un “oggetto artistico” i cui limiti sono determinati dall’incontro tra le macerie di alcuni miei vecchi progetti e alcuni degli oggetti presenti all’interno dello spazio Pelodrilli.

Ecco la “coda” che ritengo sia giusto lasciare agli organizzatori dell’evento (No Title Gallery): “…entrambi (gli artisti) fanno del luogo in cui si trovano la culla delle loro opere, entrambi studiano gli spazi e ciò che li circonda affinché ciò che hanno da dire si trasformi in opera. Qualcosa che rimane nell’intervallo determinato dall’esposizione o dal tempo stesso, affinché il luogo, lo spazio, diventi la cornice della loro storia. In modo diverso, con strumenti diversi, il risultato finale lascia sempre qualcosa dentro”.

Evento ideato da: No Title Gallery
Spazio: Pelodrilli (Treviso)
Data: Dal 21 gennaio al 21 febbraio 2012

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