Milito stende il Milan e riapre il campionato

Tutte le attenzioni della diciottesima giornata di serie A erano concentrate sul derby di Milano, che ha deluso dal punto di vista dello spettacolo ma che grazie alla vittoria dei nerazzurri (gol di Milito) ha riaperto improvvisamente un campionato che sembrava profilare un duello in vetta tra Juventus e Milan. Se i rossoneri hanno perso, infatti, la truppa di Conte non è andata oltre il pareggio casalingo contro il Cagliari e così l’Inter si è portata a -6 dalla Juve e -5 dai cugini, ricandidandosi prepotentemente per lo scudetto. Rallenta anche l’Udinese, fermata a Genova in una partita ricca di emozioni (e di errori), mentre risale la Lazio, vincente e convincente su un’Atalanta in crisi. Il diluvio di Catania rallenta invece la Roma, con partita sospesa al ventesimo della ripresa sul risultato di 1 a 1. In coda, importantissime vittorie per il Cesena, nello scontro diretto contro il Novara, e per il Lecce, corsaro in casa di una Fiorentina pesantemente contestata dai tifosi. Contestato anche il Palermo, sconfitto a Verona dal Chievo e che ora rischia addirittura di rimanere invischiato nella lotta per non retrocedere. Così come il Siena che perde a Parma e vede avvicinarsi le squadre che inseguono. Stasera il posticipo Napoli – Bologna importante sia per la lotta salvezza che per la rincorsa Champions.

 

CATANIA – ROMA               1-1 (Legrottaglie(C), De Rossi(R))

Partita condizionata dal diluvio che si è abbattuto sul “Massimino” e che ha costretto la sospensione della gara al minuto   . Fino ad allora, si era visto un gran primo tempo, giocato a viso aperto da entrambe le squadre e con un Catania davvero pimpante. Avvio equilibrato, la prima vera occasione è per Barrientos (13’) che di testa spedisce a lato. Poi è Bergessio a divorarsi una clamorosa occasione da rete facendosi respingere il tiro a botta sicura sulla linea da un fortunato Kjaer. Il gol del meritato vantaggio arriva al 24’ con colpo di testa di Legrottaglie su calcio di punizione di Lodi. La reazione della Roma è immediata e De Rossi pareggia, sempre di testa, su angolo di Totti. Il tridente Catania è ispiratissimo, con Barrientos e Gomez che creano e Bergessio che, però, spreca ancora. Durante l’intervallo il terreno di gioco peggiora sensibilmente e giocare a calcio si fa sempre più complicato. Il Catania fa in tempo a provarci in un paio di occasione, poi Tagliavento decide che non si può più giocare e sospende la gara al 65’.

I MIGLIORI:  Legrottaglie, Barrientos, Gomez, Lodi; Kjaer, De Rossi, Totti

I PEGGIORI: Campagnolo, Potenza, Bergessio; Simplicio, Lamela, Bojan

 

CESENA – NOVARA                       3-1 (Mutu(C), Mutu(rig)(C), Rinaudo(aut)(C), Morimoto(N))

Sfida salvezza delicatissima che il Cesena si aggiudica con merito e autorità, lasciando inguaiato il Novara, ora all’ultimo posto insieme al Lecce. Partenza e via e il Cesena è già in vantaggio grazie a Mutu che ribatte in rete una corta respinta di Ujkani su bella girata al volo di Eder (20’). Il Novara prova a reagire, ma al 39’ Candreva viene steso in area da Morganella e ancora Mutu dal dischetto raddoppia. Pochi minuti dopo i romagnoli chiudono definitivamente i conti ancora grazie ad un invenzione di Mutu, sul cui cross dal fondo Morganella e Rinaudo nel tentativo di anticipare Eder combinano un pasticcio e infilano la propria porta con ultimo tocco dell’ex napoletano (45’). Nella ripresa è ancora Mutu show, che si procura un altro calcio di rigore, fallito questa volta da Candreva che si fa respingere sul palo la conclusione da Ujkani. Il Novara cerca il gol della bandiera, che trova all’88’ con Morimoto dopo una mischia in area.

I MIGLIORI:  Ceccarelli, Parolo, Eder, Mutu; Ujkani, Morimoto

I PEGGIORI: Von Bergen, Guana; Dellafiore, Morganella, Rinaudo, Radovanovic

 

CHIEVO – PALERMO                      1-0 (Sammarco)

Palermo disastroso fuori casa e non pervenuto a Verona, tanto che Mutti rischia già e Zamparini è tentato dal richiamare Mangia. Subito Chievo in avvio coi timidi tentativi di Thereau, Paloschi e Luciano. Sul finire di tempo, Benussi deve impegnarsi di più per deviare in angolo un gran tiro di Bradley. Nella ripresa il copione non cambia e finalmente i gialloblu trovano la rete del vantaggio con Sammarco (50’), lasciato colpevolmente liberissimo in area di rigore su traversone basso di Luciano. Il Palermo prova a scuotersi con Bacinovic e una punizione di Ilicic, ma l’occasione migliore è sulla testa di Moscardelli che anticipa Benussi in uscita ma spedisce a lato. Il Chievo balza nella parte sinistra della classifica, Palermo in crisi.

I MIGLIORI:  Sorrentino, Bradley, Luciano, Sammarco; Silvestre, Miccoli 

I PEGGIORI: Cesar, Jokic, Pellissier; Bacinovic, Ilicic, Migliaccio, Pinilla

 

FIORENTINA – LECCE                    0-1 (Di Michele(rig))

Clamoroso al Franchi dove a imporsi è il Lecce, il cui obiettivo salvezza rimane complicatissimo ma che dimostra di avere le carte in regola per tentare la rimonta. La Fiorentina, invece, esce tra le proteste veementi del suo pubblico e ora deve addirittura guardarsi le spalle. Botta e risposta in avvio con Cuadrado e Montolivo, poi è Ljajic, ancora schierato centravanti, ad avere un buono spunto, senza però riuscire a concludere in rete. Il Lecce gioca a visto aperto e ci vuole un grande Boruc per respingere un tiro di Olivera dalla distanza. Nella ripresa si mette in mostra anche il collega giallorosso Benassi che chiude la porta in faccia a Ljajic lanciato da Jovetic. Il Lecce trova il vantaggio al 66’ con Di Michele che trasforma un calcio di rigore conquistato da Muriel, fallo di Natali. La Fiorentina ci prova con Jovetic e lo stesso Natali ma il Lecce si difende bene e porta a casa tre punti importantissimi.

I MIGLIORI:  Boruc, Gamberini, Jovetic; Benassi, Cuadrado, Olivera, Di Michele

I PEGGIORI: Natali, Vargas, Montolivo, Cerci, Lazzari, Ljajic; Esposito

 

GENOA – UDINESE                        3-2 (Ferronetti(U), Granqvist(G), Jankovic(G), Palacio(G), Di Natale(rig)(U))

Spettacolo a Marassi, con due squadre che si affrontano a visto aperto in una girandola di emozioni. Alla fine ha la meglio il Genoa, in rimonta, che esce, forse, dalla crisi e si mette sulla giusta rotta per il futuro. L’Udinese, invece, senza africani, deve guardarsi le spalle dal ritorno delle grandi. Parte meglio l’Udinese che reclama per un contatto Armero-Jankovic in area e segna, ma in fuorigioco, con Di Natale. Il Genoa risponde con Gilardino, che si fa ipnotizzare da Handanovic in uscita. Il portierone sloveno si ripete poco dopo su un tiro a botta sicura di Merkel. Poi tocca Frey esibirsi su un tiro di Floro Flores, ma non può nulla sul colpo di testa di Ferronetti su angolo di Armero (13’). A inizio ripresa, micidiale uno-due del Genoa che prima pareggia con Granqvist (49’), lesto nel tap-in sulla corta respinta di Handanovic su punizione di Jankovic, poi trova il vantaggio con uno splendido destro al volo dello stesso Jankovic su assist di Constant (50’). La partita resta splendida: l’Udinese ha l’occasione di pareggiare ma Floro Flores invece che servire Di Natale fa tutto da solo e sbaglia. Poi Palacio segna il 3-1 su lancio preciso di Gilardino (71’). Il 3-2 arriva su rigore (dubbio) procurato e trasformato da Di Natale (75’). L’Udinese sfiora addirittura il pareggio, ma Frey dice no a Di Natale e Pinzi.

I MIGLIORI:  Granqvist, Constant, Jankovic, Palacio; Ferronetti, Armero, Di Natale

I PEGGIORI: Merkel; Handanovic, Ekstrand, Danilo, Basta

 

JUVENTUS – CAGLIARI                 1-1 (Vucinic(J), Cossu(C))

Non la migliore Juventus, fermata in casa dal Cagliari, che recrimina pure per un paio di rigori non concessi. Eppure la gara sembrava in discesa, con una bellissima azione corale trasformata in gol da Vucinic su assist di Lichtsteiner (7’). Poi ci provano Matri, Vidal e Pepe, ma la Juve sembra scarica. In mezzo due presunti rigori chiesti dai sardi per altrettanti falli di mano in area bianconera. Nella ripresa, il Cagliari trova il meritato pareggio con Cossu, con un bel tiro al volo appena fuori area di Cossu (48’). La Juventus cerca il nuovo vantaggio ma prima Agazzi è miracoloso su Del Piero, poi Krasic si divora un’occasione d’oro ciabattando a lato un assist di Borriello. Il punto, comunque, basta alla Juve per centrare il record di partite senza sconfitte e balzare da sola in testa alla classifica.

I MIGLIORI:  Lichtsteiner, Marchisio, Vucinic; Astori, Ekdal, Cossu, Ibarbo

I PEGGIORI: Bonucci, Krasic, Del Piero, Matri; Agostini, Dessena, Larrivey

 

LAZIO – ATALANTA                      2-0 (Hernanes(rig), Klose)

La Lazio risorge contro un’Atalanta irriconoscibile che continua il suo orribile inizio di 2012. Lazio subito in vantaggio con Hernanes, che trasforma il rigore assegnato per fallo di Masiello su Radu (20’). L’Atalanta ci prova solo una volta, con Denis, ma Marchetti è attento, poi di nuovo solo Lazio, pericolosa con Lulic. Nella ripresa le cose per l’Atalanta si complicano ulteriormente a causa dell’espulsione di Lucchini per somma di gialli (53’). Da lì in poi solo Lazio, con Matuzalem, Zauri, Klose e un’occasionissima per Rocchi. Il gol del 2-0 arriva però soltanto in recupero (91’) con una magia di Klose. Complici i risultati dagli altri campi, ora i biancocelesti possono tornare a sperare nella Champions, anche se la concorrenza lì davanti aumenta.

I MIGLIORI:  Marchetti, Lulic, Radu, Hernanes, Klose; Schelotto, Cigarini

I PEGGIORI: Diakite, Dias, Rocchi; Consigli, Lucchini, Masiello, Moralez, Marilungo

 

MILAN – INTER                              0-1 (Milito)

Non è stato il miglior derby di sempre, sotto il profilo dello spettacolo, ma la posta in palio era altissima, soprattutto per l’Inter. E i nerazzurri non falliscono, confermando un buon momento di forma e lo stato di grazie di Milito, che se non è tornato quello del triplete, ci si è avvicinato sensibilmente. L’Inter sgomma in avvio e segnerebbe pure con Thiago Motta, se il guardalinee non annullasse ingiustamente per fuorigioco inesistente del brasiliano. Poi è il Milan a prendere in mano le redini del gioco e a rendersi pericoloso con Pato e Boateng. L’Inter aspetta e cerca di colpire in contropiede, come sull’azione che porta Alvarez a pochi passi da Abbiati, con miracolo del portiere milanista su tiro, un po’ goffo, dell’argentino. Occasionissima Milan sul finire di tempo con traversa di Van Bommel e, sulla stessa azione, respinta in angolo di Julio Cesar su tiro di Emanuelson. Nella ripresa arriva il gol a freddo di Milito (54’), bravo ad approfittare di un liscio di Abate e battere Abbiati con un preciso diagonale. Ancora Inter con Nagatomo, due volte, il Milan domina il gioco ma non riesce più a rendersi pericoloso, se si eccettuano un paio di mischie sul finale e una respinta da pochi passi di Julio Cesar su Robinho. Finisce così, Ranieri resuscita l’Inter e ora potrebbe pure arrivare il regalo di Moratti: Tevez.

I MIGLIORI:  Thiago Silva, Van Bommel; Lucio, Samuel, Cambiasso, Zanetti, Milito

I PEGGIORI: Abate, Zambrotta, Nocerino; Alvarez, Pazzini

 

NAPOLI – BOLOGNA                    1-1 (Acquafresca(B), Cavani(rig)(N))

Battuta d’arresto inaspettata per il Napoli, che non va oltre il pareggio casalingo contro un coriaceo Bologna, che ha rischiato pure di vincere. Il Napoli parte bene e Hamsik impegna Gillet in due tempi. Il Bologna cresce presto, però, e prima si fa pericoloso con Di Vaio, poi segna con Acquafresca (13’) dopo liscio di Campagnaro. Gli azzurri provano a svegliarsi con Hamsik e Pandev che non trovano la porta. Nella ripresa, il Napoli spinge ma non riesce a rendersi pericoloso, fino all’episodio del rigore, assegnato per fallo di mano in area di Perez e trasformato da Cavani (71’). Nel tentativo di vincere, il Napoli si scopre e il Bologna ha due buone occasioni in contropiede per l’1-2 con Di Vaio, entrambe fallite. Ora il Napoli dice definitivamente addio ai sogni scudetto e complica pure la sua rincorsa a un posto Champions, mentre il Bologna può ritenersi soddisfatto per il punto anche se i risultati dagli altri campi non fanno dormire sogni tranquilli.

I MIGLIORI:  Zuniga, Gargano, Pandev, Cavani; Antonsson, Pulzetti, Taider, Acquafresca

I PEGGIORI: Campagnaro, Dossena, Inler, Maggio; Cherubin, Morleo, Di Vaio

 

PARMA – SIENA                                     3-1 (Biabiany(P), Valiani(P), Grossi(S), Giovinco(P))

Ghirardi ha esonerato Colomba e scelto Donadoni perché secondo lui il Parma può ambire a qualcosa di più che la salvezza. Visto lo scontro diretto contro il Siena, forse, ha ragione lui, anche se i gialloblu hanno chiuso definitivamente la gara solo nel finale, dopo aver rischiato di subire la rimonta toscana. In avvio Giovinco dimostra di essere in giornata di grazia e Musacci di essere un giovane promettente. Il vantaggio arriva grazie a Biabiany, bravo a ribadire in rete un suo colpo di testa respinto da Pegolo (24’). Il Siena potrebbe pareggiare subito, ma Pavarini è prodigioso prima su Gazzi, poi su Calaiò. Nella ripresa ancora Siena pericoloso con Destro, ben imbeccato da Brienza, poi Valiani sembra chiudere il match su assist di Giovinco (66’). Grossi la riapre con un bolide dalla distanza (79’), poi Palladino, in pieno recupero, regala a Giovinco la più facile delle reti (94’). Il Parma sale in classifica, mentre il Siena si ritrova pericolosamente a doversi guardare le spalle dalla risalita di Cesena e Lecce.

I MIGLIORI:  Biabiany, Valiani, Palladino, Giovinco; Del Grosso, D’Agostino, Grossi

I PEGGIORI: Pavarini, Zaccardo, Morrone; Pegolo, Rossettini, Terzi, Vitiello

 

 

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