Eva contro Eva: la teoria dell’arrampicatrice sociale.

Quanto è moderna Eva Harrington? Questa giovane ragazza bugiarda, approfittatrice, arrampicatrice sociale disposta a tutto pur di avere su di sé le luci di un teatro che esplode per gli applausi, non vi ricorda qualcuno? O molte?

In Eva contro Eva (1950) sfoggia la faccia d’angelo, che all’occorrenza diventa una doppia faccia, nonché tripla, e si insinua nella vita di Margo Channing (Bette Davis), grande attrice di teatro quarantenne, e diventa la sua protetta.

Il primo giorno pulisce il tappeto.
Il secondo ordina la posta.
Quello dopo ancora tenta di fregarle marito, amici, drammaturgo e spettacolo.

In occasione del conferimento della massima onoreficenza in ambito teatrale, la telecamera indugia sugli ospiti e parte il racconto del critico Addison De Witt (George Sanders). Così si snoda la storia, come il lungo ricordo di come Eva Harrington si è insinuata nella vita di tutti per ottenere il successo. La traduzione italiana del titolo allude a uno scontro di Eva con sé stessa: il successo è suo, ma, a conti fatti, non risulta essere la vincitrice di nient’altro, in questa gara ingaggiata con il mondo. Sola, senza amici, costretta con un uomo che non ama, la vediamo nel finale in procinto di partire per Hollywood per iniziare le riprese di un film e trattenersi più a lungo del previsto.
Da sola in casa, drink alla mano, si trova faccia a faccia con un altra “Eva”, una ingenua fan che trasuda ammirazione e che, con ogni probabilità, le tirerà lo stesso scherzo che lei ha tirato a Margo.

Noi, seduti sul divano, inneggiamo alla giustizia finalmente ristabilita, e alla miseria che l’attenderà.

Nonostanze il titolo del film, quello che davvero rimane dell’ amaro capolavoro di Mankiewicz sullo showbusiness è l’ immensa interpretazione di Bette Davis che, come molte star dell’epoca, aveva il phisique du role, la faccia perfetta.

Sarà stata matura.
Sarà stata bruttina.
Dite quello che volete. Ma quando si guarda Bette Davis si dimentica di stare guardando una donna che recita. Con l’aiuto di battute al fulmicotone, il personaggio di Margot è umanissimo, pieno di debolezze e voglia di amore, ma contemporaneamente è sopra le righe, al di là di qualsiasi comprensione, sempre isterica e desiderosa di protagonismo.
Alla fine persino lei capisce che il teatro non è tutto: proprio lei che veniva accusata di vivere ogni momento con la drammaticità di un testo drammaturgico. Eva, forse a causa della giovane età, non fa in tempo: si fa terra bruciata intorno. E’ circondata di uno stuolo di fan a cui non interessa altro che la diva e rimane sola.
Vinse sei Oscar tra cui miglior film e regia e attore non protagonista per George Sanders.

In occasione della festa organizzata da Margot, appare una ventiquattrenne Marilyn Monroe, che interpreta una attricetta svampita e senza talento, ma che ha intuito subito l’aria che tira: di lì a poco Margo, ubriaca e umiliata, ne dirà quattro a Eva e agli ospiti.
Correte a vederlo e innamoratevi di Margo!

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