Visioni del domani, nel Design

Quando si inizia un nuovo anno, in genere si fa un bilancio di quello appena passato. Si stabilisce quello che è stato buono, o cattivo. Non so bene quello che di buono mi ha lasciato il 2011. Sicuramente la consapevolezza che le crisi non si superano in solitaria, ma che come si suol dire, “siamo tutti sulla stessa barca” quindi tutti abbiamo l’obbligo, ognuno come può, di fare il proprio dovere.

Sotto l’aspetto professionale, invece, sono riuscito da designer, a far costruire la mia prima casa dalle fondamenta, pubblicata anche sulle pagine di Sentio. Sicuramente una soddisfazione molto grande, per chi in genere è abituato a concentrarsi sul micro.

Ma quello che mi interessa, condividere con Voi, in questo mio primo pezzo del 2012 è un ragionamento che dovrebbe coinvolgerci, tutti, collettivamente. Ovvero fare un piano d’azione di quelli che sono gli scenari di “domani”, una PANORAMICA di quello che “pensano e vedono” alcuni personaggi cosiddetti “opinion leaders”.

Ecco alcune ipotesi, visioni, suggerimenti per il domani nel mondo del design.

“…stiamo diventando sempre più dipendenti da network. Per questo è necessario iniettare la passione per la cultura (soprattutto umanistica e filosofica) in chi progetta, perché queste persone si pongano domande su cos’è, davvero, la qualità della vita. L’efficienza non è sempre un bene, ne ogni conflitto va necessariamente evitato”. (J.Foer – giornalista).

“…basta con i progetti meravigliosi, ma isolati. Bisogna progettare più sistemi, che oggetti fini a se stessi”. ( J.Thackara – filosofo del design).

“…La sfida non è una maggiore tolleranza o accettazione, ma la capacità di condividere e coesistere”. (Gilberto Gil – musicista, politico).

“…Connessioni tra nuove realtà, creare multidisciplinarità, per esempio, la “Biomimicry” che unendo ingegneria, biologia e design, sviluppa soluzioni sostenibili e socialmente utili che prendono spunto ( a volte imitano) la natura e i suoi processi”. (M. Popova – giornalista di design).

“…scoprire la via di accesso al mondo, tramite la propria vocazione, per entrare in sintonia con le proprie qualità, “Uniche”. Autoalimentando l’energia del proprio talento (…) femminilizzare i conflitti che affaticano l’esistenza, attutire le separazioni tra corpo e spirito, vita e lavoro, forza e fragilità, pubblico e privato. La creatività deve essere utile a trasformare ciò che è più vicino a Noi”.( A. Vitullo – coach manageriale).

“…a mente sgombra si progettano grandi cose, per il futuro servono, entusiasmo, coraggio e immaginazione”. (P.Priolo – giornalista).

“…ogni progetto deve essere valorizzato dalla narrazione, dal messaggio che deve trasmettere (…) prendere un qualcosa (import export) da un ambiente ed innestarlo in un altro, tenendo conto della curiosità e l’esposizione al diverso”. (G. Granieri – giornalista e docente di Social media – università di Urbino).

“…riportare nel progetto affetto e intimità, perché le cose nascono per durare. E’ la fine del consumismo”. ( T. Kita – architetto e designer).

“… non diventare parte di uno strumento, ma cavalcarlo. In un mondo globalizzato, dobbiamo imparare a valorizzare le differenze, abbattendo differenze e pregiudizi. Nello stesso tempo ridurre lo scollamento tra virtuale e reale, reinparare a sentire con i sensi; ritrovare un carattere che ci distingua, non accontentarci di appartenere ad un gruppo (come nei social network) ma distinguersi, per evolverlo.(G. Palmera -fotografo)

“…stiamo vivendo tempi robotici, elettronici e digitali, dobbiamo ritornare all’uso della manualità. Si ragiona su come risolvere i problemi, siamo costretti a progettare; e progettare è seminare, l’essenza del progetto è la manualità, per plasmare la materia con cui vengono costruite le cose. (L.de Rita co.fondatore di Jointhepipe.org).

“…il sistema educativo dovrebbe insegnare un approccio creativo, imprenditoriale e sociale a ogni bambino. I governi, spendere in innovazione piuttosto che nel salvataggio di grandi realtà che spesso sono superate (…) non penso ci estingueremo se capiremo che il futuro va progettato: pensando a come vivere con meno risorse, a come trasformare quelli che consideriamo problemi, come le migrazioni umane, in opportunità.” (C.Sinclair _ organizzatore sociale durante le emergenze umanitarie).

“…ricorrere all’Educazione sensata, concentrandosi su tematiche fondamentali in un mondo globale. la chiave di tutto è l’intensità: non basta per esempio, sapere più lingue. Serve essere multiculturali nella mentalità (…) vivremo tutti meglio solo se si investirà nell’educazione civica ed ecologica, sviluppando nelle nuove generazioni il senso di rispetto per l’ambiente. ( S. Maruzzi Country director di Google Italia).

Riflettendo su tanti stimoli, mi chiedo anch’io,”come affronterò il futuro?”:

Diciamo che la parola d’ordine, è “Noi” la prima persona, io, è bandita. Agire quindi per il bene comune, abbandonare ogni tipo di egoismo. Il mondo e i suoi meccanismi, sono talmente complessi, che serve sobrietà e disciplina. Semplificare, abbiamo già una vita abbastanza complicata.

Riscopriamo l’essenza delle cose. Abituiamoci alla flessibilità, i posti di lavoro, non sono più garantiti. inventiamoci di volta in volta nuovi scenari professionali. Proviamo, anche se fosse la prima volta nella vita a sognare quello che veramente vorremo, chiediamoci, cosa ci piacerebbe veramente fare? e impegniamoci con il massimo della passione per perseguirlo. E’ finita un era, ne può iniziare una  “meravigliosa”, la nostra.

Mi piacerebbe che anche voi, foste riflessivi e lasciaste un vostro commento su quello che pensate a proposito. Grazie del vostro contributo.

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