Rivalutiamo il lavoro manuale

Forse, bisognerebbe spiegare ai nostri giovani che nonostante la crisi, i mestieri artigianali sono molto richiesti. Un falegname è raro come un diamante, un fabbro ha un lungo elenco di clienti in lista d’attesa. Un’antennista è subissato di lavoro e un elettricista, o un idraulico, non trova il tempo neanche di parlare con la moglie, tanto è richiesto.

E il vetraio? Chi lo fa più, questo lavoro così particolare e prezioso…

Forse, si dovrebbe spiegare loro che una società tutta fatta da laureati o impiegati alle poste, non può funzionare affatto. Anche la presa nel muro è necessaria, o la finestra ben chiusa; se la tv non prende tutti i canali, è l’antennista che chiamiamo e paghiamo profumatamente; se si rompe un vetro del nostro amato mobile della sala, chi chiamiamo?

Perchè non spingiamo i nostri figli a rivalutare il vecchio, caro lavoro manuale? Come mai li vogliamo tutti medici, ingegneri, avvocati, notai… perchè non riflettiamo sul fatto che, quando il tanto agognato idraulico finalmente viene a riparare il rubinetto che perde, lo accogliamo come un benefattore? E scuciamo, senza fiatare, salate parcelle?

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