Il gufo e l’allodola

Ho letto tempo fa che le persone sono divise in due categorie, in tema di sonno. Ci sono quelle che si svegliano prestissimo al mattino, tutte pimpanti e piene di energia, che sarebbero capaci di scalare perfino una montagna, se ne avessero l’opportunità. Poi, mano a mano che si avvicina il crepuscolo, cominciano a perderle, fino al punto di arrivare a sera completamente senza forze: in pratica, il classico tipo che va a letto con le galline e si sveglia al canto del gallo.

Poi, ci sono quelle che, al contrario, al mattino ci mettono ore per riorganizzare le idee. Hanno i riflessi rallentati, per alzarsi dal letto ci vuole una gru… resterebbero a dormire almeno fino a mezzogiorno, se il lavoro non glielo impedisse. Per cui, si trascinano gran parte della mattinata con torpore, facendo fatica a svolgere le normali attività. Fino a che, a un certo punto, si “rianimano”… quelli, l’energia la ritrovano solo dopo una certa ora del pomeriggio. Gradatamente, col passare del tempo, sarebbero in grado di fare tremila cose.
Sono infaticabili: dal lavoro passano in palestra, poi vanno a fare l’Happy hour con gli amici, quindi passano parte della serata in giro o stanno davanti alla tv fino a notte fonda, senza segni di cedimento… mi chiedo: da cosa dipenderà questo differente modo di essere? Avremo un’orologio interno innato, che regola il nostro bisogno di dormire, oppure è dovuto al modo in cui si è cresciuti? Dalle abitudini prese da bambini, per esempio, o dalle regole imposte dalla famiglia. Non saprei…

Capisco solo che io, alle sei del mattino farei tremila cose,  mentre altri iniziano a “vivere” alle 6 del pomeriggio, quando ormai sono tramortita! Il Gufo e l’allodola…

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