Lavoro, miccia tra Fornero e sindacati per l’aumento dei salari

Roma- Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, stamattina al Senato ha affermato che “bisognerebbe alzare i salari perchè sono bassi”; le parti sociali non gradiscono la proposta e Bonanni avverte che cambiando l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori si potrebbe mettere a rischio la coesione sociale.

Con l’aumento dei salari infatti diverrebbe più facile il licenziomento, la cui disciplina è regolata dall’articolo 18 e la competitività porterebbe una riduzione del numero dei dipendenti. Pertanto i sindacati non sembrano voler collaborare con i progetti del ministro.

Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, sfida la Fornero ad aumentare i salari dei precari, con aperture anche rivolte al mondo dei giovani, la cui disoccupazione è un dato allarmante per la società intera e per la nostra economia.

La Cgil scrive al popolo di Facebook che la Fornero rischia di seguire le orme del vecchio governo sul tema dei salari, perchè l’articolo 18, pur non essendo un totem, rappresenta una norma di civiltà e di rispetto della persona; anche se nell’ultima ora il ministro del Lavoro fa presente di non aver mai citato tale articolo e la Cgil dice di prenderne atto, anche se “a questo punto la stampa italiana deve aver preso una bella svista”.

Dal profilo Facebook della Cgil:
“Ricapitoliamo. L’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori è in un capitolo detto ‘delle libertà sindacali’. Sancisce l’obbligo di reintegro di un singolo se licenziato senza un giusto motivo. Senza questo “obbligo” magari un’impresa potrebbe liberarsi di attivisti sindacali senza vincoli. Potrebbe farlo per scegliersi i suoi e non quelli dei lavoratori”.

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