Carceri, incontro con il Papa a Rebibbia

Roma- Nel nuovo complesso penitenziario di Rebibbia, Benedetto XVI stamattina è stato accolto con grande giubilo dai detenuti, di cui rivendica la dignità calpestata in ragione della reclusione.

La libertà e la dignità della persona sono diritti inviolabilissimi, irrinunciabili e imprescrittibili, come recita anche la nostra Costituzione, e il Pontefice ha voluto ricordarlo, soprattutto in questo delicato momento dell'”emergenza carceri”.

Il sovraffollamento, la qualità della vita, delle condizioni igienico-sanitarie, dei rapporti con l’amministrazione penitenziaria non rispecchiano i canoni legislativi.

La legge 354/1975, pur segnando una riforma nella concezione della detenzione, dando maggior rilievo alla persona e non al reato, manca di esser attuata.

L’opinione pubblica si sta gradualmente sensibilizzando alle problematiche dei penitenziari. Il Cdm ha approvato il “pacchetto carceri” per cui oltre tremila detenuti passeranno agli arresti domiciliari.

Il ministro della Giustizia, Paola Severino, ha inoltre aperto alla possibilità di amnistia, se proposta dal Parlamento. Critiche dal Pdl, anche se con tale provvedimento si potrebbe evitare il fenomeno delle “porte girevoli“, dell’ingresso in carcere per gli imputati in attesa di giudizio, favorendo inoltre una velocizzazione dei processi.

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