Ad un Partizan dalle Top16

Per sperare di giocarsi tutto nell’ultimo match in programma per il girone C, all’Olimpia Milano serviva il successo casalingo contro lo Spirou Charleroi, orfana di Demond Mallet, sperando nella vittoria del Real Madrid ai danni del Partizan Belgrado.

Si è materializzato ogni desiderio meneghino, con i belgi battuti grazie ad un netto 88-53, figlio di una spinta decisiva giunta dalla panchina e dalle ottime prestazioni di Niccolò Melli (6), nonostante alcuni egoismi in attacco facilmente evitabili, e del giovane Leon Radosevic (17).

Il Real Madrid, spinto da Jaycee Carroll (22), supera i serbi per 101-83, diciotto punti di distacco che, uniti ai 35 inferti dall’Olimpia Milano allo Spirou Charleroi, con Jiri Welsch (12) sottotono e Andre Riddick  come unico trascinatore, consegnano ai ragazzi di coach Sergio Scariolo un’opportunità d’oro.

L’accesso alle Top16 passa dal Pionir di Belgrado, il palazzetto più caldo d’Europa, dove i meneghini sono chiamati al successo esterno contro il Partizan, pareggiando la differenza canestri del match d’andata, portato sul +21 prima di subire la rimonta shock dei serbi.

Il pallone ha girato bene fra i milanesi, con la buona prestazione di Malik Hairston (15) e di Ioannis Borousis (12, con 4/7 dal campo), mettendo a referto 25 assist totali, con i sette a testa per i due registi Omar Cook e Jacopo Giacchetti, costruendo punti preziosi per concedere qualche opportunità in più per quanto riguarda l’incontro di settimana prossima in Serbia.

L’avvio di match si dimostra equilibrato, con le squadre inizialmente a contatto, prima del parziale di 24-5 che spezza la partita, firmato da Niccolò Melli, Leon Radosevic ed i sette punti di Omar Cook nel solo primo tempo.

Al 15° minuto è già 40-21 e l’incontro non cambia rotta, con l’Olimpia Milano in controllo e le ottime notizie in arrivo da Madrid, dove il Partizan Belgrado, senza Nikola Pekovic, centro dei Minnesota Timberwolves, soffre ed incappa nella sconfitta.

In una serata segnata dal successo e dalle speranze tenute in vita, Sergio Scariolo porta l’attenzione sugli errori ai liberi, secondo lui sintomo di una tranquillità non ancora presente nella mente di alcuni giocatori.

A Belgrado, che sia al Pionir od alla Beograd, l’EA7 dovrà superare i padroni di casa di almeno quattro lunghezze per realizzare quel sogno che, meno di una settimana fa, sembrava ormai perso.

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