Sciopero generale di Cgil, Cisl e Uil: di nuovo insieme contro la manovra

Roma- Tutti in piazza, nonostante la pioggia, per dire no ai tagli della manovra firmata Monti. Dopo tanto tempo i sindacati si riuniscono di nuovo insieme per opporsi al pacchetto salva- Italia, che molti definiscono piuttosto “salva banche”, cui contribuiscono solo i soliti cittadini.

“Non è equa, non è giusto richiedere sacrifici ai pensionati, alle famiglie, agli italiani che lavorano per guadagnarsi da vivere”- dicono in molti- “piove sempre sul bagnato”. Ecco che la manovra, ancora all’esame della Commissione fino a mercoledì, deve prevedere anche i tagli alla politica, sui quali la lobby dei parlamentari rema contro. Il Segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, riconosce che i lavoratori e i pensionati sono i più colpiti dalla manovra.

Il gelo tra i sindacati e l’esecutivo quindi non sembra potersi sciogliere facilmente; il Governo sta ancora lavorando sugli emendamenti in tema di pensioni e IMU, l’imposta municipale urbana. Bonanni, segretario Nazionale della Cisl, ritiene che la pseudo diplomazia del governo tecnico sia solo “cortesia”, in quanto non sarebbero realmente disposti ad approvare le richieste nate dal confronto con le parti sociali, che fin da subito si son dette poco soddisfatte.

Le forze politiche cercano di comprendere le “sante” ragioni dei manifestanti; Di Pietro infatti difende il diritto di sciopero, seguito da Vendola. La Bonino ammette la necessità di una ribellione, a patto che questa sia costruttiva e che rivendichi la crescita e lo sviluppo, punti critici per la nostra economia.

La manovra, o pacchetto salva-Italia, che dir si voglia, così non piace a molti: i medici indicono lo sciopero lunedì 19, le associazioni dei consumatori annunciano la caduta libera del potere d’acquisto, ossia il reddito reale delle famiglie italiane e le Province riportano, in una lettera inviata alla Corte dei Conti, l’impatto drammatico delle misure fiscali.

Ma la vera svolta della manovra fiscale dovrebbe concentrarsi sugli evasori, veri parassiti di questa società che non può più permettersi di pagare la loro slealtà.

Sicuramente pro Monti si schierano i partiti che nella sua persona hanno visto un liberatore e un salvatore: Rutelli ricorda che senza la manovra l’Italia sarebbe stata responsabile del crollo della moneta unica e delle istituzioni comunitarie.

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