Alessandra Scafuri
25 novembre 2011

25 novembre: giornata internazionale contro la violenza sulle donne

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Basta. Quella di oggi non è certo una festa, ma un memoriale, una giornata di denuncia delle violenze cui molte donne sono sottoposte in tutto il mondo. Perchè proprio questa data? Il 25 novembre del 1960 le tre coraggiose sorelle Mirabal furono uccise dal dittatore dominicano Rafael Trujillo, con l’accusa di aver partecipato ad una congiura contro il suo regime.

L’Assemblea delle Nazioni Unite ha quindi voluto rendere omaggio nel 1999 alle tre vittime istituendo questa giornata. Putroppo la storia delle violenze sulle donne non può essere cronologicamente descritta: prima e dopo quel giorno le donne ricevono gli abusi più disumani e meschini da coloro che si sentono “più forti”.

Compito dello Stato è di tutelare le donne, parti deboli persino nel rapporto coniugale. La parità tra moglie e marito può essere sancita da una legge, ma se non cambiano le convinzioni di una società radicata sulla famiglia patriarcale, sarà sempre più difficile osteggiare i soprusi in famiglia, ormai molto frequenti.

In Italia si contano migliaia di casi di donne/uomini maltrattati. Occorre in primis debellare la violenza di genere. Sicuramente la maggior parte delle vittime sono donne e bambini, da sempre gruppo sociale ritenuto più delicato rispetto all’uomo, ma l’essere umano “senza distinzione di sesso, razza, religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali ” è coinvolto in questa situazione.

Non solo oggi, ovviamente, devono essere ripudiati i maltrattamenti della donna, resa come oggetto, sia di violenza che di antiche tradizioni per cui deve sottoporre il proprio corpo alle mutilazioni genitali.  Da tempo Emma Bonino e l’ex ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, si battono per interrompere questo tremento rito delle mutilazioni femminili, ancora realizzati in ben 28 paesi dell’Africa  sub-sahariana e non solo.

La legge n. 66/1996 “norme contro la violenza sessuale” persegue l’obiettivo di tutelare l’integrità psicofisica dei soggetti più esposti alle aggressioni, e ha scopo preventivo e punitivo, con conseguente inasprimento delle pene per chi si macchia di tale reato. Inoltre con la diciutra “atti sessuali” si è cercato di non limitare il reato al solo contatto fisico, onde evitare ricerche probatorie umilianti per le vittime.

Il bianco è il colore di questa giornata, indice della purezza che dovrebbe contraddistinguere il sentimento che chiunque deve provare nei confronti delle donne, di coloro che donano la vita.

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  1. [...] si vogliono certamente contestare i diritti indissolubili, irrinunciabili per i soggetti colpiti, di ottenere giustizia, ma facilmente questa esigenza [...]

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