I ragazzi del “78”

Ogni tanto mi casca l’occhio sulla tv, mentre giro per casa intenta in altre faccende. Oggi pomeriggio, ero seduta al computer a scrivere, ma non ho potuto fare a meno di soffermarmi su un’interessante documentario… uno di quelli che ci fanno ricordare “come eravamo”… anno 1978.

In un intervista un ragazzo poco più che ventenne, raccontava di aver trovato un ottimo lavoro, ben pagato, sicuro e con tutte le regole del caso… tredicesima, ferie, contratto a tempo indeterminato e, un giorno, la tanto agognata pensione. Il ragazzo in questione affermava di aver lasciato quel lavoro da poco perchè si annoiava, si sentiva “spento”… l’idea di avere a che fare con le scartoffie per i suoi prossimi 40 anni lo deprimeva, quindi preferiva l’incognita e l’avventura alla sicurezza del posto fisso.

In quegli anni, mi è venuto in mente, tantissimi giovani ragionavano così. E ho pensato: ma non è che quelli che allora erano ragazzi con idee così “innovative”, in seguito si sono ritrovati a occupare posti di rilievo in politica e da allora ci hanno lavorato su alla grande, affinchè il loro “sogno” si avverasse?

Solo che il loro sogno è stato applicato su larga scala…

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