Alberto Contador: le tappe dell’accusa

Nel corso del secondo giorno di pausa del Tour de France 2010, programmato per il 27 luglio, Alberto Contador viene sottoposto ad un controllo a sorpresa, risultando positivo al clenbuterolo, sostanza non prodotta naturalmente dall’uomo e giudicata come doping.

Un mese dopo, il 28 agosto, l’UCI (Unione Ciclistica Internazionale) prende provvedimenti annunciando la sospensione del 29enne di Madrid, segnalando la positività solo il 30 settembre.

La disciplinare spagnola, avuta la conferma dei risultati del controllo a sorpresa, propone lo stop dell’attività agonistica dell’atleta per un anno in data 26 gennaio 2011, incappando nell’assoluzione annunciato dalla Federciclo spagnola il 15 febbraio.

Immediato il ricorso al Tas dell’UCI, affiancato dalla Wada, agenzia mondiale antidoping, nella settimana successiva, dando vita ad un lungo iter burocratico che si annuncia in fase di scioglimento nel gennaio 2012.

Il clenbuterolo, sostanza broncodilatatrice con effetti anabolizzanti, viene ritenuta come antisportivo a causa del favorimento della riduzione della massa grassa, favorendo l’aumento di quella magra, cioè i muscoli.

L’uso terapeutico è mirato alla cura dell’asma ed ora, Wada e UCI, hanno mosso quattro capi d’accusa nei confronti ai Alberto Contador.

Oltre alla trasfusione di sangue precedentemente trattato con il clenbuterolo, l’accusa mette in evidenza altri tre modi possibili per l’assunzione della sostanza come, per esempio, integratori contaminati, assunzione di cibo contaminato o microdosi della sostanza stessa.

Il Tas, formato da tre elementi con Efraim Barak, avvocato israeliano, con il ruolo di presidente della commissione, prenderà in esame il caso in cui è implicato Alberto Contador.

Il trio decisionale è completato da Ulrich Haas, arbitro tedesco selezionato dal 29enne spagnolo, e Quentin Byrne-Sutton, convocato da Wada e UCI, svizzero che consentì la partecipazione al Mondiale del 2009 ad Alejandro Valverde.

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