Governo tecnico: Monti e la rinascita dell’Italia

Roma- L’Italia si prepara a una nuova era. Il premier di questo necessario governo tecnico ha ammesso ieri sera al Quirinale il non facile momento per il nostro paese, ma ha anche affermato che “ce la faremo”.

“La sfida e il riscatto dell’Italia”-come l’ha definita Mario Monti- consta proprio nell’adempimento delle promesse all’Ue e nel riportare l’equilibrio in ambito politico- economico. Giorgio Napolitano, dopo aver appreso la riserva con cui inizialmente il premier Monti aveva accettato l’incarico, prima della comunicazione ai Presidenti di Camera, Senato e Consiglio, considera questo delicato momento come “la prova del nove”.

L’esigenza che il governo tecnico di Monti goda di una forte e coesa approvazione dalle forze politiche è importante in quanto è condizione necessaria a che vengano varate le misure di cui l’Italia ha bisogno. Occorre quindi un grande senso di responsabilità per raggiungere i primari interessi del paese.

Il messaggio del Capo dello Stato viene ben recepito dal consenso dell’Udc e Fli al governo tecnico, che possa “durare per tutta la legislatura“- annuncia il leader Udc, Casini.

Gianluigi Bersani, Pd, in piazza urla la sua fiducia nel futuro, dichiarando di esser pronto a tutto nell’esclusivo interesse del paese.  Ora non c’è più tempo per privilegi e sotterfugi politici, occorre davvero un piano di risanamento che arbitrariamente sia in grado di “tagliare” dove è urgente.

Di diverso orientamento appare l’ex partito di maggioranza, Pdl, il cui leader, Angelino Alfano, ammette l’appoggio al governo Monti, pur condizionato dalla presenza dei soli tecnici; infine spera nell’adeguamento del programma del nuovo governo alle promesse di Berlusconi all’Europa.

Sacrifici per tutti, politici compresi. Finalmente l’Italia potrà respirare e rilanciare la propria economia, anche grazie agli incentivi nel mondo del lavoro. Certo si reintrodurrà l’Ici sulla prima casa, ma non si trascureranno i tagli alla politica, ancora troppo attanagliata nei privilegi della casta, tanto odiati dagli “Indignados” italiani.

 

 

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