Francia, la giusta manovra anti-crisi che taglia anche alla politica

Parigi- Giusta. L’aggettivo più consono alla manovra anti-crisi francese volta a risanare il bilancio pubblico entro il 2016 è un vero esempio di correttezza politica, che molti italiani invidieranno. Il perchè?

Sarkozy e il suo governo hanno deciso di disporre il congelamento dei propri stipendi. Queste e altre misure che non andranno a gravare solo e soltanto sui contribuenti. Non è un caso che rieccheggi nella nostra mente le “belle parole” del ministro Tremonti sui tagli alla politica, rimaste inattuate.

Dovrebbe essere proprio di uno Stato di diritto, qual è il nostro, un comportamento del genere da parte di chi detiene il potere (il legislatore, che emana le leggi), essendo egli legittimato dal popolo a rappresentarlo e godere di quella poltrona.

Nella manovra francese dunque non solo innalzamento dell’Iva e delle tasse alle grandi aziende, ma anche anticipazioni delle riforma presidenziale. Azioni volte palesemente a un radicale cambiamento nell’interesse del paese e al mantenimento della tripla A da parte delle agenzie di rating.

Sicuramento da prendere d’esempio.

 

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