Governo, le sorti dell’esecutivo in declino

Roma- Riunione notturna per la maggioranza, impegnata nella resa dei conti dei deputati. Non il solito bunga bunga a Palazzo Grazioli, ma un countdown che durerà ben 72 ore.

Letta, Alfano e Verdini sembrano essere i portavoci di questa triste verità per il Cavaliere: i numeri per reggere questo esecutivo non ci sono più. Ma come si dice, “ambasciator non porta pena”, anche se Silvio Berlusconi, di ritorno dal G20, sembra voler tentare il tutto per tutto prima di alzare “bandiera bianca”.

La colpa? Di Stracquadanio e Bertolini. Gli esigui numeri di deputati per cui la maggioranza ha sempre vinto nei voti di fiducia, adesso sembrano non esserci più. Se prima l’esecutivo era legittimato a governare in forza della maggioranza in Parlamento, ora il premier deve compiere un passo di umiltà e cedere il “posto a qualcun altro”, anche se afferma di non veder alcuna alternativa al suo governo.

Irritato alza i toni e convoca personalmente i “traditori”, i dissidenti che non vogliono più stare al suo gioco. Pur rendendosi conto della gravità della situazione, il Presidente del Consiglio vuole resistere, finché potrà, pur ammettendo la presenza di una zona grigia di deputati che vogliono lasciare la maggioranza.

Verdini stesso, affidatario della conta dei parlamentari, ammette che non ci sono più i numeri. Le sante ragioni del Presidente della Repubblica si rivelano ancora una volta quanto mai fondate: l’attuale Governo non è in grado di varare ampie riforme, garantite da Berlusconi nelle ultime settimane, in seguito ai continui richiami di Bruxelles.

Questa “gatta da pelare” internazionale potrà essere affidata a un governo tecnico di responsabilità nazionale. Ora tra le file del Pdl si pensa a come “uscire di scena” nel modo più nobile possibile, come un Napoleone sconfitto a Waterloo. A Berlusconi consigliano di dimettere l’esecutivo, stavolta senza passare per un voto di fiducia, che rischierebbe di “passare la palla agli altri”- statuisce Angelino Alfano.

Si ipotizzano allargamenti della maggioranza, come ultimo tentativo, aprendo la porta all’Udc, e ponendo a Palazzo Chigi Gianni Letta, così da avere l’opportunità di decidere quando indire le elezioni o se continuare fino alla scadenza del mandato.

Il governo Berlusconi rischia molto nelle ultime ore. Da 306 deputati potrebbe arrivarne a 300. Ecco l’inizio della fine.

Commenti

commenti