Alessandra Scafuri
20 ottobre 2011

Atene come Roma: scontri nello sciopero generale

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Duecentomila in piazza nella capitale per frenare il governo Papandreou e protestare contro la rigidità imposta dall’Unione europea.
Il corteo ha sfilato per le vie del centro, giungendo nella piazza Syntagma, sede della Camera dove si svolgevano le votazioni, divenute favorevoli all’austerity.
Oggi ci sarà il voto finale e il ministro delle Finanze, Venizelos, parla di “un’agonia necessaria”, volta ad evitare la fase più acuta della crisi.

Intorno alle 14:00 Atene indossa i panni della Roma violenta di sabato scorso: scontri con la polizia, fiamme, provocati da gruppi di violenti armati di sassi e molotov.
I manifestanti fermati sono 15, gli arrestati 10. La manifestazione indetta dai due principali sindacati del settore pubblico e privato, Gsee e Adedy, diventa una guerra civile.

Ieri il paese si è fermato: chiuse banche, negozi, scuole, ministeri e distributori di benzina; in tarda mattinata il trasporto aereo ha ridotto la sua adesione allo sciopero da 48 a 24 ore.

Intanto in Parlamento Papandreou tenta di avvicinarsi alle opposizioni, invitando Samaras, al vertice europeo di Bruxelles, domenica prossima.
Nonostante il rifiuto del leader di centro-destra, occorre sicuramente porre fine a questa drammatica situazione greca, che potrebbe nel breve periodo provocare l’effetto domino di default degli altri Paesi dell’Eurozona.

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