Top 5: Jude Law

Sosterrò fino alla morte, che Jude Law è l’uomo più bello e affascinante che sia mai comparso su uno schermo.
Devo però ammettere che i film che i suoi film non sono certo i più belli mai apparsi su uno schermo.
Urge una top 5.

1) Gattaca (1997) di Andrew Niccol con Ethan Hawke, Uma Thurman, Jude Law. Nel futuro la genetica divide gli esseri umani Validi da quelli Non Validi e le giovani coppie possono decidere se affidarsi al caso o selezionare i tratti vincenti dei futuri nascituri. Ethan Hawke, un Non Valido (miope e con problemi cardiaci) che da sempre sogno di diventare cosmonauta, scambia la sua identità con un Valido (Jude Law) finito su una sedia a rotelle. La storia è una specie di thriller freddo e distaccato, dalle atmosfere asettiche. La violenza del potere è silenziosa ma sempre presente. Bellissime tutte le scene di preparazione di Hawke, in particolare la pulizia approfondita per eliminare ogni residuo di pelle che abbia il suo DNA. Incarna la forza del desiderio di diventare chi si è sempre sognato. Non essere più sé stessi significa diventare quello che nel profondo si è.

2) eXistenZ (1999) di David Cronenberg con Jennifer Jason Leigh, Jude Law, Ian Holm, Willem Dafoe. Allegra Geller (Leigh) è la star ideatrice di giochi di realtà virtuale che utilizzano un dispositivo semiorganico inserito in un foro praticato nella spina dorsale. Ted Pikul (Law) la salva da un attentato durante una presentazione al pubblico. I due iniziano a giocare ad eXistenZ e si ritrovano protagonisti di un labirinto di avventure surreali e disgustosissime come solo Cronenberg sa fare. Ma che cos’è transCendeZ?
Un po’ film un po’ videogioco, è interessante l’abbandono quasi sessuale di Allegra alla realtà virtuale e la diffidenza di Ted. Bellissima la sequenza con Defoe.

3) Ritorno a Cold Mountain (2003) di Anthony Minghella con Jude Law, Nicole Kidman, Renee Zellweger. Questo film è una specie di polpettone romantico in costume. Ci sono un bel ragazzo e una bella ragazza separati da differenze di classe e poi dalla guerra. Ci sono la solitudine, la povertà e la lontananza, c’è che non riescono a reincontrarsi mai, poi finalmente si incontrano ed è tutto così perfetto che non può non finire tragicamente.
Però è appassionante e non è detto che non valga la pena di vedere un polpettone in costume di due ore e mezza. La Zellweger nel ruolo di Ruby ha vinto l’Oscar come miglore attrice non protagonista. Il comparto femminile del film è davvero emozionante. Donne che si rimboccano le maniche merlettate e si danno da fare nell’orto, se i tempi lo richiedono.

4) The funeral con Jude Law, Sadie Frost, Ray Winston. Un film sull’ossessione di ricercare e ricreare la realtà nei film. I personaggi hanno i nomi degli attori. Jude, aspirante attore e regista, muore. La compagna Sadie, riunisce gli amici più intimi dopo il funerale per la visione del film che Jude stava preparando e chiama una serie di macchinisti per immortalarli. Ma di cosa parla il film di Jude? Parla della realtà. Meglio:  fa vedere la realtà. Perché Jude ha ripreso i suoi amici con telecamere nascoste. “La gente mente sempre. Ma quando gli metti una telecamera davanti, mente ancora di più.”
Si scoprono e diventano pubbliche perversioni e tradimenti, furti, violenze mentre tutti continuano a dichiararsi ancora amici, incapaci di comprendere le proprie colpe.
Ovviamente le telecamere nascoste in casa hanno ripreso anche l’omicidio di Jude.

5)L’amore non va in vacanza di Nancy Meyers con Kate Winslet, Cameron Diaz, Jude Law, Jack Black. Due ragazze, sentimentalmente depresse, si scambiano le case durante le vacanze di Natale e trovano l’amore. Fine. Questo è uno di quei film che ti vergogni di aver visto tot volte perché dopo cinque minuti sai già come finisce. Però Kate winslet e Jack Black sono perfetti, nonostante io odii il suo (di lui) essere costantemente sopra le righe. I trailer cinematografici che invadono la mente della Diaz sono spassosi e l’anziano Eli Wallach regala una sottotrama con la Winslet tutt’altro che secondaria. Temo che Jude Law stia bene in un film anche solo se sta fermo in mezzo a una stanza.
Se di commedia romantica si tratta, Nancy Meyers (What women Want e Tutto può succedere) si tiene comunque lontana anni luce dalle commediole scialbissime e mal recitate con, una per tutte, Jennifer Lopez.

Quanti film abbiamo lasciato fuori a malincuore? Pochi.
Alfie, una specie sfilata di moda con pretese di profonde riflessioni sull’amore, sulla morte e sulla vita; Closer, volgare e sboccato quadrato amoroso; Sleuth (perché ve ne ho già parlato qui); Sherlock Holmes, film capolavoro se avete sette anni; Parnassus, una sfolgorante cornice coloratissima per un quadro bruttino che ha fatto leva, per gli incassi, sulla morte del povero Ledger; il Talento di Mr. Ripley, orfano di Law poco dopo l’inizio e qualche altro.
Non si può, purtroppo, parlare di capolavori. Qualcuno mi dica che vale la pena di vedere Contagion.

Piuttosto: guardate questo spot Dior. Cinque minuti girati da Guy Ritchie che vale la pena di vedere.

 

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