Caro Steve, Steve Jobs:

la mia metà della “mela”, la metà dei pensieri, dei miei sogni e del mio futuro…
Tutte le informazioni che il mio cervello non contiene, non elabora abbastanza velocemente o non ricorda.
Dialogavo, con te, con il mio Mac, non con un oggetto, forse più con un confidente, ti raccontavo quello che volevo diventare, facevo progetti.

Oggi 6 ottobre, non ci sei più. Tanti, come me hanno trascritto il tuo discorso a Stanford, del giugno 2005, si sono ispirati al tuo genio, pur coscienti che sono poche le persone che riescono a lasciare nel mondo un segno tanto indelebile.

Te ne sei andato oggi, ti sei spento, ma il tempo che ti è stato concesso l’hai impiegato bene e i nostri mac rimarranno accesi, i nostri ipod continueranno a suonare, i nostri ipad a comunicare col mondo.

Sembra uno scherzo della natura che tu abbia creato qualcosa che non si possa ammalare e poi ti sia ammalato tu, di un male per ora incurabile. Spero per questo qualcuno possa fare in campo medico ciò che tu hai fatto alla tecnologia.

Ieri guardando Forrest Gump ho rivisto la “tua” scena

“Morire fa parte della vita… magari fosse così”, la tua brezza ti ha portato lontano, ti saluto e ti ringrazio con questa dedica

Ora veglia sull’umanità, ovunque tu sia andato.

Steve Jobs 1955-2011

Commenti

commenti