Micro e Macro: Residenza Bernardelli

Nel corso dei secoli la sezione aurea è stata oggetto di una vasta letteratura, secondo alcuni, rivelatrice di un principio di armonia universale che regge il microcosmo e il macrocosmo, chiave d’una concezione assoluta della bellezza, essa ha trovato applicazione presso i pittori nella «costruzione» della superficie pittorica, un po’ al modo in cui gli architetti se ne sono talvolta serviti per le piante e gli alzati degli edifici.

Foto di Nicola Belluzzi

La ricerca della proporzione, tra spazio e percezione di esso, è l’intento che ha spinto l’uomo nella storia a darsi dei parametri precisi utili a raggiungere lo scopo.

Lo studio della pianta di casa Bernardelli è stato concepito, suddividendolo in moduli (griglia rettangolare) da m. 1.5 x 6 (mq.9) estendendo il medesimo concetto agli spazi esterni del garage e dei servizi tecnici.

Dopo 7 varianti compositive, con il committente abbiamo scelto la soluzione dello spazio giorno (entrata-soggiorno, pranzo-cucina) disposto verso sud, a cui si collegano due zone notte (est-ovest) suddivise simmetricamente da uno spazio centrale aperto, il patio; che proseguono in direzione nord, fronte protetto dal garage e vani tecnici.

Tale volume,  giardino interno, è il vero cuore del progetto, funge oltre che da spazio (diaframma) ausiliario luminoso, da “stanza” a cielo aperto.

Foto di Nicola Belluzzi

La scelta delle falde del tetto, con l’inclinazione maggiormente accentuata sul perimetro laterale, oltre che dare all’edificio un effetto aereo, impedisce alla vista dei passanti, sul lato strada di scorgere la copertura del tetto costituita da lastre di pannelli fotovoltaici.

Un occhio di riguardo, è stato dedicato nei confronti di alcuni punti fondamentali, utili ad indicare le linea guida per ottenere una costruzione di architettura ecologica:

a) Orientamento della casa studiando il percorso solare. D’inverno sfruttando al massimo il minimo irraggiamento solare e in estate ne sia protetta tramite schermatura.

Foto di Nicola Belluzzi


b) Optare sui materiali ecosostenibili,  per isolare adeguatamente le pareti, e le superfici di copertura.Optare su infissi di qualità, evitare i ponti termici.

c) Scegliere i pannelli solari o fotovoltaici, in sostituzione della normale copertura a coppi per il tetto.

d) In sostituzione di una caldaia, un impianto a “pompa di calore” elettrico, che consente di fare riscaldare d’inverno e raffrescare d’estate, sfruttando le serpentine a pavimento.

Permetteteci, di ritornare ad uno slogan oramai inflazionato: DAL CUCCHIAIO ALLA CITTA’ bandiera del modernismo, da Walter Gropius ad Ernesto Nathan Rogers in avanti che esplicita la vocazione ad agire con i mezzi del progetto su ogni ambito spaziale attraversato dall’esistenza umana. Da quello intimo e tattile degli oggetti d’uso, passando per quello domestico dell’abitazione, a quello esteso e relazionale dell’architettura della città e del territorio.

Foto di Nicola Belluzzi

In virtù di queste ultime riflessioni, ritenute oramai riconosciute non solo dai critici, abbiamo voluto omaggiarle sotto il piano pratico con un “cortocircuito” tra design e architettura, giocando sul rapporto Micro del tavolo in pietra a T nel patio e il profilo della facciata principale, Macro, palesando la natura stessa delle professioni dei due progettisti.

Carlo Tinti (designer) e Matteo Vairo (architetto).

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