Gli anni 80: il benessere

Ricordo che negli anni 80 c’era il massimo del benessere, a differenza di oggi. Tutti noi stavamo meglio… ognuno aveva un lavoro e moltissimi si potevano permettere le più futili cose.

Non dimentichiamo però che ci eravamo fatta prendere la “mano” da una serie di meccanismi che, se avessimo fatto un’esame di coscienza, non ci avrebbe portato dove siamo arrivati oggi. Gran parte dei commercianti era insaziabile. Per molti prodotti in vendita applicava prezzi proibitivi, che noi accettavamo senza protestare.

Sempre negli stessi anni eravamo convinti che avere addosso un capo firmato fosse di importanza vitale. Assolutamente inconcepibile che nostro figlio a scuola si sentisse a disagio nei confronti di un compagno, con addosso la maglietta della Nike, o dell’Adidas.

Correvamo subito a comprarla, incuranti del prezzo… un prezzo ingiustificato, a ben riflettere. Eravamo capaci di fare i salti mortali pur di comprargliela. La pubblicità stava cominciando a fare le prime vittime… ma nessuno ci ha obbligati a comprare certi oggetti e certi prodotti. La verità è che ci eravamo illusi… credevamo di poter essere tutti uguali, e sappiamo bene che non è così. Probabilmente non lo sarà mai.

Abbiamo il dono dell’intelletto, l’essere umano ha un cervello e potrebbe farlo funzionare meglio. Nessuno ci ha obbligato a seguire certi ordini dalla tv commerciale… siamo sempre noi che abbiamo innalzato a divinità i colossi della moda, per esempio. Io per prima in quegli anni ho sprecato un sacco di soldi in oggetti inutili e abbigliamento firmato. Non ci accontentavamo mai e i commercianti approfittavano sempre più della nostra sete di possedere e consumare, alzando i prezzi senza ritegno. Se ci rifletto, mi rendo conto che tutto questo prima o poi doveva causare i suoi dannosissimi effetti… infatti ci siamo resi  conto che gli stipendi non bastano più…

Ormai si vedono moltissimi negozi semivuoti e molti hanno chiuso le attività, lasciando il posto ai cinesi che si accontentano di far pagare un’orlo di un paio di pantaloni 4 euro, invece di 15, come il sarto italiano.

Oggi il sarto Italiano si gira i Pollici o ha chiuso…

Questo secondo me significa solo una cosa: l’essere umano è incontentabile, non si ferma a riflettere sugli effetti dei comportamenti dannosi sulla lunga scadenza, salvo poi rendersi conto all’improvviso che è troppo tardi. E come sempre, diamo la colpa a qualcuno. In questi anni tanti segnali ci avrebbero dovuto illuminare, ma non li abbiamo voluti vedere…

Negli ultimi tempi penso spesso una cosa: i nostri ragazzi pagano, per gli errori fatti da quelli della mia generazione. Me compresa…