Un’ottima ricetta

Ci vogliono energie per sentirsi infelici… talvolta diventa perfino un’abitudine a cui difficilmente si rinuncia. Ma mi chiedo: e se le stesse energie le impiegassimo per sentirci, al contrario, felici?

Conosco gente che ci riesce alla grande, pur essendo soffocata dai problemi o dai drammi, grandi e piccoli. Come ci riescono? Mi sono sempre

posta questa domanda… e le ho osservate bene. Affrontano un problema alla volta, decidono di dare la priorità a quello più incombente e fanno di tutto per risolverlo. Se ci riescono, bene: altrimenti si adattano e pensano che comunque… ci hanno provato!

Poi si “allontanano” da tutto il resto. Godono di ogni piccola cosa e fanno di tutto per vedere solo il bello, di ogni cosa… non è che il brutto non lo vedono, anzi! Ma cercano di scrollarselo di dosso con ironia, guardano oltre, lo accantonano e si comportano come se non ci fosse. Danno risalto a chi e a che cosa conta, e sono indifferenti a chi, o a che cosa… invece no.

Se hanno ricevuto del male, non serbano rancore e non rendono pan per focaccia. Semplicemente provano compassione, si dedicano ad altro e non soffrono per il male subito… semplicemente, lo dimenticano… allora, è questa, la ricetta della felicità? C’è da lavorare su, bisognerebbe imitarli…

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