5 km a piedi

Circa 5 km a piedi… ecco a cosa mi ha costretto a fare oggi, lo sciopero selvaggio dei mezzi pubblici. Guarda caso, come sempre, di Venerdì…

Dopo 4 ore passate in mensa con il numero dei volontari dimezzato, a me è capitato questo. Non è poi un dramma, visto che sono una gran

camminatrice. Ad altri meno in forma, meno allenati, chissà… penso agli anziani che avevano visite mediche ed esami, e non le hanno potute fare, persone con problemi fisici per i quali è impossibile fare più di qualche metro a piedi, e chissà quanti altri. Non tutti hanno l’auto e non tutti sanno guidare…

Uno sciopero che ha creato disagi che la tv difficilmente elencherà nello specifico. Si dilungherà sui “diritti” dei lavoratori, sul rinnovo del contratto ecc.ecc…e i nostri, diritti? Non siamo anche noi, lavoratori? Quello dei mezzi di trasporto è lo sciopero che non sono mai riuscita ad accettare, giacchè dei lavoratori, pur reclamando sacrosanti diritti, finiscono per danneggiare, non tanto il datore di lavoro, ma altri lavoratori come loro.Assurdo che chi ne paghi le spese, sia sempre la gente comune… quella che non ha l’autista, che non può permettersi di prendere un taxi.

Lo sciopero è l’unico mezzo, in certi casi, per ottenere qualcosa… certo. Ma dovrebbe esserlo per tutti, non solo per chi appartiene a un’azienda di una certa portata come l’A.T.M di Milano, o le altre sparse in giro per l’Italia.

Chi lavora in un bar, in un piccolo panificio, in una pizzeria o un negozietto, e si ritrova a subire soprusi, o ha un datore di lavoro carogna, oppure non ha quello che gli è dovuto… non lo può fare, perchè sarebbe presto sostituito con uno meno “lagnoso”. Forse sarebbe ora che lo sciopero lo facciamo noi del popolo… quella fetta invisibile di individui che sono stanchi di subire e accettare passivamente ogni cosa.

Non siamo pochi…

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