Il silenzio è d’obbligo in certe occasioni

Se vado al centro commerciale, per tornare a casa di solito prendo la 90.

E’ un mezzo un pò a rischio… nel senso che è sempre affollatissimo e i borseggi sono abbastanza comuni. Ne sono consapevole e so come stare

attenta: mi è successa una volta e non si ripeterà di certo, a meno che non mi strappino via la borsa…

Di solito, visto che devo fare solo tre fermate, non mi siedo neppure se noto dei posti vacanti e resto nei pressi dell’uscita. Stamattina ero in procinto di scendere, ma ho fatto in tempo a innervosirmi un pò, visto che sono stata costretta ad ascoltare un breve discorso di una signora alle mie spalle.

Stava raccontando a un signore che non ne poteva più di Milano, sbuffava al passaggio di ogni extracomunitario e commentava ad alta voce i “difetti” di questa città. << Alla bella età di 52 anni, ho deciso: finalmente torno a Napoli. Non ne posso più di Milano, ormai è diventata peggio di Napoli. Sporca, incivile… e poi c’è solo brutta gente >>

Queste le sue parole.

Che dire… che sono diventata veramente saggia e diplomatica? Ho avuto forte la tentazione di rispondere a tono… la mia parte milanese si è sentita offesa e umiliata. Non ho detto nulla. Ed è stato difficile per me, che solo fino a qualche anno fa non avrei resistito all’impulso di sentirmi coinvolta in prima persona.

Ho taciuto e sono scesa con calma, chiedendo permesso e ringraziando quanti si sono scansati per farmi passare.

Sono quasi orgogliosa di me…

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