Privilegiati

Guardando i tanti documentari in TV (privilegio di casalinga), mi soffermo spesso a pensare sui nostri modi di vivere e una domanda mi tormenta: perchè ciò che per noi è un obbligo, per molti altri è una conquista?

Non dovremmo essere tutti uguali?

Si parla tanto di povertà e leggi, ma anche di un fortissimo divario tra paesi ricchi e paesi sottosviluppati.

Sottosviluppati…non mi è mai piaciuta questa parola. Non si può e non si dovrebbe parlare di sottosviluppo nel nostro secolo.

L’uomo spende miliardi per scrutare lo spazio e non pensa al continente vicino.

Non mi piacciono tutte queste campagne di raccolta fondi, tutte le pubblicità pietose per costruire scuole con l’elemosina della gente. Certo, è anche bello che la gente sia sensibilizzata e concretizzi, ma il vero problema, quello che sta a monte, così non verrà mai risolto.

Ci saranno sempre persone privilegiate che avranno un tetto e bambini che moriranno per strada nell’incuranza di perbenisti frettolosi e schizzinosi.

Mi chiedo perchè, se da noi un minore non va a scuola o viene maltrattato, si mette in moto tutto un esercito di figure per risolvere il problema, e nei paesi poveri, che in realtà nemmeno tanto poveri sono, nessuno, al di fuori delle associazioni umanitarie, si muove per far qualcosa.

E’ una gioia vedere nei famosi documentari, bimbi allegri perchè hanno un piatto di riso, un quaderno, una penna…ma a quale prezzo? Certo il discorso è sicuramente lungo ed ingarbugliato, ma secondo me non c’è la volontà di risolverlo. Oggigiorno tutto si può!

La risposta più plausibile che mi sono data e, sinceramente, mi piacerebbe essere smentita, è che la cultura, in certi paesi fa paura. Meglio trincerarsi dietro il problema della povertà per ora, domani si vedrà.

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