Esprimersi bene o risparmiare sulle parole?

Come mai mi chiedo, alcune persone sono capaci più di altre, di esprimere con parole adeguate e fare descrizioni accurate di qualsiasi cosa stuzzichi la loro curiosita? Forse potrebbe essere una qualità innata, che nasce e muore con noi… oppure potrebbe darsi che si sia lentamente sviluppata nel corso del tempo, grazie a determinate esperienze accadute in passato.

Più o meno come i ciechi, che non avendo il dono della vista, aumentano notevolmente gli altri sensi.

Ma credo anche che dipenda dalla curiosità. E dal bisogno di trovare assolutamente il modo, per descrivere le meravigliose scoperte che possiamo fare, in ogni singolo momento della nostra vita.

In poche parole; se siamo davanti a una finestra e attraverso di essa vediamo l’esterno e vorremmo, in un momento di riflessione, descriverne i particolari, sarebbe molto riduttivo mettere giù due righe senza guardare “veramente” fuori, come per esempio: << dalla finestra della mia camera vedo molte cose >>…

Molto diverso invece osservare con attenzione e trasferire su un foglio attraverso la penna, questa breve descrizione: << Dalla finestra della mia stanza vedo una quercia maestosa. Alcuni rami toccano i vetri della mia finestra… sotto di essa delle aiuole, in cui intravedo dei garofani bianchi e violette del pensiero. Vedo anche una porzione di cielo azzurro, in cui svolazzano stormi di rondini.>>

Decisamente meglio.

Qualcuno si chiederà perchè parlo proprio di questo oggi… ebbene, stamattina mentre tornavo a casa mi sono ritrovata a seguire una breve, brevissima descrizione di un episodio, da parte di due ragazzini delle superiori.

Gli odori, tanto per dare un’idea… un’odore per loro è solo “odore”. Al massimo “puzza”. Mentre invece lo si potrebbe descrivere con molte altre parole: profumo,aroma,fragranza, olezzo, fetore, ecc…. Il risultato di una conversazione tra due giovani di oggi quindi, è molto ridotto. Con  poche parole descrivono un sacco di cose.

Lo trovo molto riduttivo. Per un attimo ho immaginato come potrebbe essere un tema svolto da uno studente di oggi: troppo “concentrato”, secondo me.

Se guardano un film, quando ne discutono il termine usato è “bello”. E basta.Termine che appioppano a ogni cosa gradita: che sia un libro, o un film, un panorama,un’atleta, un vestito. Molto meglio sarebbe dire o scrivere: film interessante, panorama incantevole, atleta prestante, vestito elegante. E così via…

Sembrerebbe che la tendenza, sia quella di restringere il più possibile il vocabolario. Come se costasse fatica… quindi mi chiedo: se la capacità di descrivere con termini appropriati qualsiasi cosa è dovuta alla curiosità, cosa significa questa povertà di espressione?

Perchè a quanto mi risulta, la curiosità non è scomparsa affatto, anzi…

Si è però spostata dal desiderio di comprendere e imparare, al desiderio di sapere solo l’essenziale. Approfondire, descrivere, discutere cercando i termini appropriati non è più di moda. Sembra quasi di essere noiosi e pedanti, se si ha la tendenza a usare molte parole per dare un senso completo e chiaro a un concetto.

Mi hanno colpito quei due ragazzi… mi hanno fatto intravedere un probabile futuro fatto di poche, pochissime parole.

Ed è un peccato..

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