Marshall McLuhan: 100 anni dopo.

Si sono tenute il 30 maggio a Napoli e il 31 a Roma due conferenze dedicate a Marshall McLuhan, sociologo canadese che già negli anni sessanta aveva previsto quella che oggi noi conosciamo come “rivoluzione digitale”: l’ingresso sempre più cospicuo e sentito dei social media nella vita quotidiana così come nel lavoro e nel tempo libero, ci confermano molte delle teorie dello studioso.

La conferenza napoletana, dal titolo “Marshall McLuhan e il sapere digitale: 100 anni dopo”, è stata organizzata con la collaborazione dell’Università Federico II e ha vantato la presenza di ospiti internazionali del calibro di Norman Doidge (psichiatra, ricercatore e famoso autore del libro “The brain that changes itself”-amaramente tradotto in italiano come “Il cervello infinito”), Bruce Powe (scrittore, poeta, filosofo canadese) che hanno dato la loro opinione sulla figura di McLuhan, sottolineandone le implicazioni sulla loro propria carriera e a livello globale. Ovviamente non bisogna dimenticare colui che oggi viene considerato come “l’erede intellettuale di McLuhan” e cioè Derrick de Kerckhove, sociologo di fama mondiale e professore alle Università di Toronto e Napoli, che è stato allievo di McLuhan e testimone delle prime fasi del suo lavoro. Dopo una prima parte dedicata al contributo dei conferenzieri (tra cui presenti anche rappresentanti dell’ateneo e della Provincia partenopea), ha fatto seguito una fase “interattiva” in cui tutti i partecipanti hanno costituito dei workshops (in italiano o in inglese) all’interno dei quali un lavoro di gruppo ha sviluppato idee e progetti possibili per lo più applicabili all’ambito universitario (durante la conferenza, infatti, c’è stata anche la presentazione del progetto “Federica”, portale interattivo di e-learning a disposizione di studenti e professori-oltre che sul sito anche su iTunesU, che rappresenta la prima esperienza di tal genere in Italia).

Anche a Roma (“McLuhan: tracce del futuro. The future of the future is the present”) l’impostazione è stata molto volta al completo coinvolgimento dei presenti in una forma, stavolta, molto più istituzionalizzata: sono stati costituiti degli “atelier di intelligenza connettiva” in cui brainstormings hanno permesso la riflessione sulle future possibilità della comunicazione e in generale di Internet. L’evento è stato organizzato dalla rivista di cultura digitale Media Duemila e ha visto, ancora una volta, de Kerckhove come suo promotore e Gianpiero Gamaleri, autore della prima monografia dedicata a McLuhan, come suo moderatore. Ospite anche quì Doidge insieme a Philippe Cahen, scrittore e manager francese.

La definizione di “villaggio globale” e il famoso aforisma “il medium è il messaggio” sono solo alcune delle grandi intuizioni del sociologo che, in realtà, nasce come critico letterario. Egli è arrivato a considerare i media come la continuazione dei nostri sensi in una direzione che dagli anni sessanta fuoriusciva per arrivare ad un’epoca post-umana e cyborg.
La celebrazione del centenario continuerà in altri convegni in giro per il mondo (se ne sono già tenuti ben 250) fino alla fine dell’anno.

Sito dedicato ai convegni di Napoli, Roma, Barcellona. (in cui è possibile trovare il progetto “The wall”: un vero e proprio muro digitale in cui sono inserite le testimonianze dei McLuhan fellows, tutti coloro che sono stati fortemente influenzati dal “mistico della rete”).
Sito della rivista Media Duemila.

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