Ai miei tempi!

Mi capita spesso di pensare al passato, ultimamente. E dire che quando lo facevano i miei genitori, ridevo e li compativo…

La frase” ai miei tempi!”, era per me senza senso, e non concepivo affatto che ci poteva essere stato un “tempo” migliore di quello vissuto da me al

momento: i mitici anni 70.

Per me i loro racconti, che risalivano all’immediato dopoguerra, erano noiosi e deprimenti. Addirittura esagerati. Tutto era troppo lontano dal mio modo di vedere le cose. Sacrifici, fame e freddo. Guerra e sofferenze. Rapporti familiari assurdi scanditi da doveri e rispetto esagerato, nei confronti dei genitori di allora. I miei nonni…

Mi raccontavano della felicità provata, anche solo nell’ avere un pranzo diverso dai soliti di tutti i giorni, come la carne alla domenica.

O di possedere una vespa, con la quale pavoneggiarsi in giro per le strade. Del fatto che fare una passeggiata per il corso del paese, con indosso “l’unico” vestito appena un pò elegante, era quasi un’avvenimento.

Giorni scanditi da lavoro duro. Da problemi economici che facevano perdere il sonno le notti… passate a rimuginare sulle possibili (e impossibili) soluzioni. Eppure, nonostante tutto, bastava riunirsi la sera a casa di un parente, o di un amico, per dimenticare i problemi.

Almeno per un pò…

Piccoli piaceri che dimostrano quanto fossero positivi, nonostante le avversità, i miei genitori. Eppure ne hanno passate…

Quindi, io, ragazza degli anni 70, non comprendevo. Cercavo di scappare appena possibile, da quei racconti che non mi interessavano assolutamente. Troppo presa a vivere il “mio” tempo, e a godermelo…

Gli anni 70 sono stati gli anni migliori, per me. Ricordo tutto di quel tempo: la musica, le avventure più divertenti, gli amici  più “amici”. Ma non erano solo positive, le cose che succedevano in quegli anni…

Le manifestazioni politiche e il femminismo agli albori, le brigate rosse e le brigate nere. Il terrorismo e le bombe. Quando è esplosa quella di piazza Fontana ero già qui a Milano…

Ricordo con piacere quando il  lavoro c’era per tutti: bastava averne voglia. Addirittura mi è capitato che mi fermassero per strada, passando davanti agli uffici o le aziende, per offrirmelo.

Ricordo anche i drogati, quelli che si bucavano e avevano le braccia piene di lividi.

Li vedevi per strada la mattina, che vagavano come zombie… oggi non li vedi più. Ci sono altri tipi di droghe, altri tipi di problemi… niente lavoro.  Siamo sommersi di drammi… politici, esistenziali, religiosi.

E, mio malgrado… mi sorprendo spesso anch’io a dire ai miei figli: “ai miei tempi!”

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