Un pò matta…

Sono andata a Torino ieri. Ho passato una magnifica giornata, insieme alla mia amica, e il clima ci ha decisamente assistito.

Un cielo pulito e un sole stupendo ci hanno accompagnate per tutto il giorno… ma non è di Torino che voglio parlare, ne ho già parlato ampiamente l’ultima volta che ci sono andata.

Voglio parlare di alcuni piccoli particolari che mi hanno colpito durante lo svolgersi della mattinata… premetto che sono una che quando ha un impegno è capace di uscire di casa 3 ore prima, perchè non sopporto gli imprevisti.

Prevedo ogni cosa: il traffico, un problema al tram, un incidente… cose del genere. Quindi ho bisogno di un margine di tempo che mi rassicuri.

Ieri mattina avevo il treno alle 7.15, e ho avuto il coraggio di uscire di casa alle 6, pur tenendo conto che per arrivare in stazione ci vogliono 10 minuti. Era ancora buio… a quell’ora milano è deserta. Alla fermata eravamo in due: io e un cinese. Sono salita sul pullman e mi sono seduta…

C’era un ragazzo con un ingombrante fagotto al seguito, che a prima vista mi sembrava uno strumento musicale. Con un’aria assonnata, probabilmente rientrava da qualche locale in cui aveva suonato.

Sorrideva pensando chissà a cosa…

Magari aveva avuto successo, oppure era stato pagato bene, o stava tornando dalla sua ragazza… chissà! Mi ha colpito l’epressione felice e rilassata del suo volto e mi è venuta voglia di chiedergli perchè sorrideva, all’alba di una domenica dei primi di Marzo.

Non l’ho fatto solo per pudore, mi avrebbe presa per matta, ma mi sarebbe piaciuto molto sapere. E’ così. Se un viso o un’espressione particolare mi colpisce, vorrei sapere qualcosa di quell’essere umano.

Non saprei neanche io perchè, non si tratta solo di curiosità. Se lo fosse, sarei solo un’impicciona… è’ qualcosa di molto più profondo alla quale non trovo spiegazione…

Appena scesa dal pullman, ho notato qualcosa in un angolo della stazione. Era Birki. Si, il matto che viene in mensa, raggomitolato sotto una coperta; mi ha seguito con lo sguardo aprendo solo un occhio, dimostrando di avermi riconosciuta. Ma non si è mosso dal suo giaciglio…

Sono arrivata davanti ai binari dei treni alle 6.40. Affollatissimo, mi sono stupita per la gran quantità di gente in attesa del loro treno.

Poi mi è venuto in mente il perchè… moltissimi partivano per andare a vedere il carnevale di Venezia. Uno spettacolo che mi ha divertito, perchè molti di essi erano in costume, incuranti del freddo.

Sono andata al bar a bere un caffè, intanto che aspettavo la mia amica. E mentre mi guardavo attorno, ho pensato…

Ma non sarò un pò matta anch’io?

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