Un gigante aggrappato ad una croce

Da molti anni ormai sentiamo parlare di lui e sono sicura ne sentiremo ancora per molto. Di lui si è detto di tutto e di più e gli archivi ci riportano milioni d’immagini in tutte le pose e con tanti personaggi famosi e non. Lo abbiamo visto giovane e scattante. Ardito e sicuro. Dolce coi bambini e con le mamme. Affettuoso con gli anziani e i miseri e, sono sicura, non era  solo circostanza. Lo abbiamo visto stanco ed affaticato. Sofferente ed accasciato su se stesso, impotente, ma sempre vigile ed attento…

Tra i tanti ricordi di Giovanni Paolo II, mi piacciono molto le sue foto a contatto con la natura, su in montagna o in preghiera tra i boschi.

Par di sentire il suo canto con la natura, con Dio.

Sembra di poter ascoltare un silenzioso dialogo che da segreto e confidenziale, sembra voler spaziare fino all’osservatore  rendendolo partecipe, chiedendogli di non andar via.  Come un’eco lontana par di sentire nell’aria una  dolce preghiera che arriva dritta al cielo

Lo hanno chiamato  “Il Gigante” perchè ha smosso tante cose e fatto tremare tanti potenti, ma come si può non ricordarlo nei suoi silenzi in mezzo alle folle?

Quando in mezzo al trambusto sembrava estraniarsi in un mondo tutto suo, ma con occhio attento a tutto ciò che accadeva intorno. Sono quelli i momenti più belli in cui mi piace ricordarlo.

Quando s’aggrappava al suo semplice Pastorale come a trarne forza, consiglio, temperanza…

Quella semplice croce ricurva che sembra nulla, ma per chi ha fede è “il tutto”.

Innamorato della croce che portava come vessillo, che usava come arma, come scudo, come sorgente di forza cristallina per scuotere le coscienze, come bastone d’appoggio nella sofferenza.

Questo mi piace ricordare: un gigante  aggrappato ad una croce.

NON ABBIATE PAURA DELLA SOFFERENZA E DELLA MORTE!
Poiché la croce di Cristo è il segno d’amore e di salvezza, non deve sorprenderci
che ogni amore autentico richiede sacrificio. Non abbiate
paura allora quando l’amore è esigente. Non abbiate paura quando
l’amore richiede sacrificio. Non abbiate paura della croce di Cristo. La
croce è l’Albero della Vita. È sorgente di ogni gioia e di ogni pace. Era
l’unico modo per Gesù di arrivare alla risurrezione e al trionfo. È l’unico
modo per noi di partecipare alla sua vita, ora e sempre.
GIOVANNI PAOLO II, Discorso ai giovani di Auckland – 22 novembre 1986

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