Panda giganti, tigri e tartarughe marine: l’altra faccia della Cina tra consapevolezza ambientale e tutela della biodiversità

Il 22 aprile si è celebrata la 42° Giornata Mondiale della Terra; l’evento ha mobilitato individui ed organizzazioni in tutta la Cina, confermando la crescente sensibilità della popolazione cinese verso la tematica ambientale.
Ho colto l’occasione dell’ Earth Day per analizzare alcuni aspetti della tematica ambientale in Cina, paese afflitto da seri problemi provocati dal suo inarrestabile sviluppo, quali l’inevitabile aumento delle emissioni, l’inquinamento dell’aria e dell’acqua, la deforestazione e la perdita di biodiversità.

Biodiversità in Cina: il Panda Gigante e le altre specie a rischio

Nonostante vi sia la tendenza ad identificare la Cina con i grandi centri industriali e commerciali protagonisti del suo vertiginoso sviluppo economico, il grande paesatico presenta al suo interno paesaggi ed ecosistemi diversissimi in grado di ospitare una flora e una fauna selvatiche senza eguali. La Cina è infatti uno dei più grandi serbatoi di specie animali e vegetali del mondo; tra gli animali il panda gigante è il simbolo per eccellenza delle specie che lottano per la sopravvivenza.

Il panda gigante (大熊猫 Daxióngmāo, letteralmente “grande orso-gatto”) vive nella foreste di bambù delle regioni del Sichuan e del Gansu, situate nelle montagne della Cina occidentale, tra i 1800 e i 3000 metri d’altitudine. A causa della riduzione e della frammentazione del suo habitat naturale (il panda si nutre esclusivamente di germogli di bambù), minacciato dal disboscamento, dall’espansione degli insediamenti agricoli, dalle attività minerarie e dalla costruzione di strade e infrastrutture di vario tipo, la sopravvivenza del panda gigante è a rischio.

Scelto quale emblema del WWF al momento della nascita dell’organizzazione e animale simbolo della Cina, la tutela del panda è al centro di numerosi progetti elaborati dal governo in collaborazione con varie organizzazioni ambientaliste (tra cui appunto il wwf: per info clicca qui) . Sono in atto veri e propri piani di riforestazione finalizzati a favorire la crescita di boschi di bambù e sono state create riserve naturali e grandi centri di riproduzione. Nonostante questi sforzi è però impossibile prevedere quale sarà l’esito delle iniziative promosse nel medio e nel lungo periodo.

Ma vi sono altre specie endogene cinesi che si trovano in una situazione anche peggiore. La tigre cinese o della Manciuria ad esempio è, tra le sottospecie di tigre, quella che rischia maggiormente l’estinzione, essendone rimasti 30-80 esemplari sparsi nelle province di Guangdong, Hunan, Fujing e Jiangxi, nella Cina meridionale. E il leopardo Amur è solo un altro esempio di animale a rischio (per info vedi sito dell’ ALTA, gruppo di associazioni per la tutela del leopardo e della tigre).
In tutto sono oltre 300 le specie animali e oltre 400 le specie vegetali in pericolo di estinzione in Cina a causa della scomparsa degli habitat naturali ed il dato è destinare ad aumentare nei prossimi anni di pari passo con la crescita dell’urbanizzazione e l’aumentato fabbisogno energetico cinese.

Earth Day e consapevolezza ambientale

I dati relativi alla perdita di biodiversità e all’inquinamento non sono certo incoraggianti; tuttavia un segnale di speranza arriva dalla rapida crescita della consapevolezza ambientale tra la popolazione cinese, come dimostrano le numerose azioni organizzate per l’ “Earth day”, a partire dalle iniziative legate all’ educazione ambientale organizzate nelle scuole e negli asili, dove i bambini si sono divertiti a creare borsette ed altri oggetti con vecchi abiti riciclati o a fare disegni e cartelloni per illustrare il concetto sintetizzato nello slogan “Love Earth, Live green”.

Per quanto riguarda le azioni a livello polico, il ministro cinese delle Terre e delle Risorse Xu Shaoshi ha affermato durante il suo discorso in occasione dell’ “Earth Day” di voler proteggere le terre coltivabili contentendo l’espansione delle città al fine di garantire la sicurezza cerealicola nazionale.

Non solo è aumentata la coscienza ambientale tra i singoli; anche il numero delle associazioni ambientaliste cinesi è in rapida crescita e sono state piuttosto numerose le iniziative organizzate da associazioni e onp per la Giornata Mondiale della Terra.

Pulizia delle spiagge per salvare le tartarughe marine nel Mare Cinese Meridionale

Siccome le tartarughe sono tra i miei animali preferiti, tra le tante attività che ho trovato cercando in rete vi riporto quella organizzata dall’associazione cinese Sea Turles 911, organizzazione no profit con sede nella provincia cinese di Hainan, isola del Mar Cinese meridionale, che ha promosso in occasione dell’ Earth Day la pulizia delle spiagge dove le tartarughe depongono le uova, coinvolgendo studenti, turisti, staff e popolazione locale.

Gli scienziati stimano infatti che ogni anno 6.4 milioni di tonnellate di spazzatura vengono gettate negli oceani e che questa sia una delle ragioni per cui le tartarughe marine sono in via di estinzione. La situazione è particolarmente preoccupante nel Mare Cinese del Sud, corsia preferenziale per la migrazione di varie specie di tartarughe.
Ben vengano quindi le ong con le loro campagne di sensibilizzazione! Anche se temo che non sarà facile convincere i turisti (cinesi e non) ad astenersi dal consumo di carne e uova di tartaruga, considerate una grande prelibatezza ed una pietanza “esotica” da assaggiare in occasione dei viaggi nel Mare del Sud.

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