Numeri

Sono uscita presto stamattina, per una serie di impegni che non potevo fare a meno di sbrigare.

Il lunedì e il giovedì, a poca distanza da casa c’è un grosso mercato all’aperto, in cui si trova di tutto… frutta e verdura, cianfrusaglie varie, abbigliamento, e 2 bancarelle di libri usati.

Dopo aver finito i miei compiti, l’obbiettivo principale era quello di dare un’occhiata tra i libri, con la speranza di trovarne almeno qualcuno interessante.

Mi è andata male stavolta, non ho trovato nulla di particolare. Quando accade mi sento abbastanza giù di morale, chissà perchè…

Stavo tornando verso la fermata del pullman, quando una musica nei pressi mi ha fatto fare marcia indietro incuriosita. Un vecchietto era fermo in mezzo alla via, di fianco a un carrettino tipo quelli siciliani, da cui proveniva il suono: con in mano un cestino di vimini pieno di foglietti scritti a mano.

Mi sono avvicinata e ho dato una sbirciatina dentro al cestino… numeri del lotto! Incredibile. Nel 2011 esistono ancora queste cose? Mio marito mi ha raccontato spesso quanto fosse in voga a Napoli, questo “lavoro”, quando lui era bambino, nei primi anni 60…

Il nonnino in questione dava il foglietto a chi passava, e chiedeva in cambio un’offerta libera. Impressionante quanti si sono fermati a prenderli; ne ho contati almeno 20, in quei 10 minuti che mi sono fermata ad osservare la scena, e non ho resistito… l’ho preso anch’io!

Mentre mi avviavo verso casa ho riflettuto sul fenomeno a lungo, e se l’episodio potrebbe sembrare divertente e folcloristico, in realtà è un chiaro segno della crisi.

Quando tutto comincia a diventare difficile, il lavoro manca, gli stipendi non bastano, perfino fare la spesa comincia a pesare… ecco che “vogliamo” credere al colpo di fortuna! Speriamo nel gratta e vinci che ci cambi la vita e ci risolva magicamente i problemi.

Sogniamo il capovolgimento totale della nostra esistenza…

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