Victor Hugo: L’ultimo giorno di un condannato a morte

La questione della pena capitale è, tutt’oggi, ancora controversa: c’è chi la considera “necessaria”, chi una brutalità. Possiamo tralasciare le opinioni personali, ma non quella eminente di Victor Hugo, che con il suo libro “L’ultimo giorno di un condannato a mortene dà una sua personalissima descrizione.

Leggere questo volume di appena 130 pagine (visto l’argomento ci si aspetterebbe molto di più) cambia la prospettiva del problema. La morte vista e vissuta con gli occhi di un condannato.

L’angosciosa e dolorosissima attesa di un uomo che sta per essere privato del suo unico bene, della sua stessa vita, si consuma lenta e inesorabile, al ritmo ossessivo degli ultimi, penosi pensieri.

E’ con questa sorta di lucidissima e appassionata presa di posizione letteraria a favore dell’abolizione della pena di morte che Victor Hugo, a ventisette anni, prese le parti in difesa dei diritti inalienabili dell’uomo e innanzitutto di quello alla vita. Un libro da non perdere, per la crudezza (e la crudeltà) con cui Hugo narra le vicende di quest’uomo “quasi morto”.

Una lettura scorrevole, che vi lascerà a bocca aperta per la semplicità con cui riesce a dar voce agli ultimi pensieri di un condannato a morte. Una Parigi insolita, vista da un altra angolazione, più grigia, più indifferente.

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