Le donne sono come le farfalle…

“Tutti i cambiamenti hanno un che di malinconico”. Si, mi colpisce parecchio questa frase…

Nella vita ci sono varie tappe, e ognuna di esse coincide con un cambiamento. Ne ho parlato con una signora, tanto tempo fa, in un momento particolare della mia vita. Ero ricorsa a lei per problemi di ansia e attacchi di panico, e cercavo qualcuno che mi aiutasse ad uscirne senza ricorrere agli psicofarmaci.

Fu lei che mi fece conoscere i fiori di bach e mi tirò fuori da quel malessere. Ma anche raccontandomi molto, sul suo modo di vedere la femminilità.

Mi colpì particolarmente una sua teoria che riguarda noi donne. Sosteneva infatti che ogni 7 anni attraversiamo un profondo cambiamento, che a volte produce immensa sofferenza nell’anima; come le farfalle che escono dal loro bozzolo, noi usciamo da un ciclo per entrare nel successivo.

A partire dalla nascita fino ai 7 anni siamo bambine inconsapevoli, a cui nulla interessa se non il fatto di essere accudite, coccolate e al centro dell’attenzione. Dei genitori, delle amiche, dell’insegnante… ogni bimba ha le sue esigenze.

Poi si entra nella fase successiva: la preadolescenza.

Sembrerebbe presto, ma in realtà non lo è affatto. A quell’età si cominciano ad assorbire nozioni che portano al dissolvimento dell’innocenza data dall’infanzia. Cominciamo ad imitare gli adulti (che peccato), e facciamo nostre malizia e sentimenti più o meno negativi. Assorbiamo come spugne tutto quello che respiriamo in famiglia e a scuola, o a contatto con gli altri.

Dura sette anni questo percorso: fino ai 14. Età in cui si è giovani donne, nel pieno di tempeste ormonali e disagi vari legati alla pubertà. Ci interessiamo all’altro sesso e fantastichiamo ad occhi aperti. Cominciamo a fare attenzione al nostro corpo, lo abbelliamo, lo curiamo.

Siamo totalmente immerse in noi stesse e non vediamo altro.

Fino ai 21, età in cui cominciamo il percorso verso il senno. A differenza dei maschi, a quest’età sappiamo già cosa vogliamo. Siamo proiettate verso il futuro… se abbiamo un innamorato, un lavoro, programmiamo e fantastichiamo. Ci impegniamo per coronare i nostri sogni. A volte ci riusciamo, a volte no…

E poi ci sono i 28. I 35. I 42. I 49. I 56… e così via.

A ognuna di queste età corrisponde un cambiamento profondo, ma mai come quello dei 42 e dei 49; età in cui una donna prende delle decisioni fondamentali… o almeno, “tenta” di prendere.

Il risultato varia da donna a donna, e di qualsiasi decisione si tratti è comunque fonte di profonda e dolorosa consapevolezza.

Di tristezza per l’aver perso un’occasione, oppure per essersi rese conto di aver fatto degli errori. Magari si vorrebbe tornare sui propri passi ed è troppo tardi, o al contrario si giunge a un meraviglioso risultato, che ripaga degli sforzi fatti per anni.

Ma comunque è una tappa in cui “muore” una parte di noi stesse. Risorge la nuova donna dalle ceneri della precedente… e causa sempre un pò di malinconia assistere alla morte di una parte di noi. Perchè quella parte ha contribuito assieme alle altre, a fare di noi la donna che siamo adesso…

Questa, in sintesi, la teoria di quella strana signora che non ho mai più rivisto.

Non saprei quanto c’è di vero, ma la trovo una tesi  molto interessante. Se rivado indietro nel tempo, in ogni tappa da lei descritta è avvenuto qualcosa nella mia vita. Che mi fa pensare…

Si, forse c’è del vero!

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