Il mio glicine è fiorito

Qui in Sicilia, la primavera quando irrompe è una meraviglia incredibile di colori e profumi misti, da stordire i sensi.Da qualsiasi parte ti trovi non è raro sentire i profumi  delle zagare appena sbocciate perchè non solo in campagna, ma anche in orti e terrazzi, non manca quasi mai un limone o un arancio, che, generoso regala i suoi doni, oltre che al gusto, anche  alla vista e all’olfatto.

Fino a qualche anno fa li avevo anch’io in terrazza, ma per non farli soffrire in un vaso,  seppur capiente, ho preferito regalarli ad un amico che li ha piantati in campagna dove è giusto che stiano.

Stamane ho fotografato il mio glicine appena fiorito.

Ricordo ancora qualche anno fa, quando mio marito mi portò un rametto spoglio con un’unica lunga radice che sembrava la coda di un topo…lo piantai poco convinta della sua sopravvivenza, ma eccolo qui, oggi,  abbarbicato al palo a  scalarne la vetta.

Mi piace molto il glicine che colora i giardini con la sua rigogliosa fioritura.

La considero una pianta strana perchè i fiori nascono prima delle foglie.

Meraviglie della natura!

La mia piantina  ha fatto un unico grappolo di fiori già al terzo anno di età e poi non mai mancato  di regalarmi i suoi colori fino all’anno scorso.

Starete pensando: che “stupidaggini scrive questa!”

Sì, per qualcuno saranno stupidaggini, per me, che so  di cosa voglio trattare non lo sono…e se vi ho incuriosito un pò, continuate…

Due anni fa, quando sfiorì la prima fioritura, in un giorno di rabbia tirai via tutti i fiori appassiti e nell’impeto anche le foglie ormai belle robuste. Lasciai solo il ramo grigio e sottile abbarbicato al palo come un lungo serpentello curioso e non ci pensai più fino a quando non m’accorsi che erano di nuovo spuntate altre gemme che diventarono grappoli e foglie nuovamente.

Teneri, tenui… non finivo mai d’osservarli ed ogni giorno seguivo la crescita scrutando ogni nuova fogliolina.

Durò tutta l’estate. Sfiorì ancora e lo ripulii.. per altre due volte. In tutto aveva fatto quattro fioriture ed io ero orgogliosa di aver fatto quel miracolo!

Mai il mio glicine così anonimo ed informe era stato così bello! I miei figli lo usarono  spesso da sfondo alle loro foto.

L’anno seguente, cioè l’anno scorso, in questo periodo aspettavo impaziente i nuovi fiori, ma nulla!

Non ne volle sapere e detti la colpa al tempo, al freddo, al vento…

Ad aprile si riempì di tanti ciuffi di stupide foglie e null’altro. Le lasciai fino a maggio e le staccai tutte come avevo fatto l’anno precedente. Nulla! Nacquero ancora foglie e nemmeno l’ombra di un misero fiorellino. Testarda le staccai per la terza volta e m’arresi a vedere solo foglie che sventolavano come bandierine che sembravano prendermi in giro.

Non lo osservai più con occhio amoroso e lo lasciai lì nel suo angolino senza nessuna ammirazione.

Nemmeno quest’anno ho pensato più al mio glicine fino all’altro giorno, quando m’accorsi di una pallida spighetta lilla che sventolava leggera. Osservai meglio e vidi che tutto il ramo era pieno di fiori. Oggi stanno spuntando anche le foglioline tenere.

Che bello. Ora capisco che due anni fa ho forzato la natura solo per un capriccio. Era bello vedere fiori per molto tempo e mostrarli orgogliosa agli amici. Poi mi ha presentato il conto. Nulla! La povera piantina, in fondo, ancora giovane e costretta in un vaso era stata molto stressata dalle mie mani e aveva deciso che era giusto riposarsi.

Anche lei ha preso un anno sabbatico!

Ma quest’anno è tornata a regalarmi i suoi doni generosa. Io cosa pensate farò?

Sicuramente lascerò da parte le arrabbiature e rifletterò prima di decidere…:)

Ecco, un pensiero mi pervade. Come nelle piccole cose, anche nelle grandi, non bisogna mai strafare ed accontentarsi  sempre di ciò che abbiamo , perchè è proprio vero che chi troppo vuole, nulla stringe!

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