Gli alberi vivono. Come gli uomini

Avete provato ad immaginare Pinocchio, il burattino di Collodi in un’altro materiale che non fosse legno?
Impossibile pensarlo costruito con tecnologie lontane dalla falegnameria.

Perché il legno è l’unico materiale che vive. Come Pinocchio, è testimone del passato, a suo agio nel presente e rassicurante per il futuro. Il legno fa parte della nostra stessa vita e come tale è da amare e rispettare.

Forse per questo gli oggetti ai quali sono più affezionato invecchiano assieme a me mutando il loro aspetto, rimanendo eleganti e onesti con se stessi. Perché sono fatti in legno.

Così quando mi è capitato di essere invitato da una falegnameria che si trova sulle colline trevigiane, la EddWood Lab. di Campea di Miane e mi sono confrontato con il proprietario, Eddy e i suoi giovani collaboratori, ho riscoperto quell’entusiasmo da bottega artigianale dei vecchi tempi trascorsi, ma che tanto ancora nelle grandi città italiane o all’estero ci invidiano.

Eddy, mi ha preso per “mano” ed accompagnato nel suo piccolo, grande mondo, spiegandomi che tutti i legni che utilizzano, sono di provenienza etica (lontani da zone di guerra) e soprattutto, originari da zone di riforestazione programmata.

Non ultimo, l’attenzione nel trattamento finale, che prevede l’impregnatura delle essenze, , con oli a base vegetale. Chiudendo gli occhi e focalizzandomi su quella visita in falegnameria, ricordo ancora il profumo del legno di faggio, del larice appena tagliati e degli impregnanti all’essenza di agrumi.

Preso da tanto entusiasmo, mi sono messo al lavoro per riuscire ad accontentare la richiesta dei miei amici artigiani, provando a riprogettare un tavolo ed una sedia che rispettasse la loro filosofia, mi hanno chiesto di rimanere il più fedele possibile a me stesso.
Rimanere il più fedele a se stessi e al committente prevede un esercizio di “egoistico altruismo” che solo in pochi casi trova d’accordo tutti.

A detta di Eddy, l’obiettivo sembra centrato. Il tavolo si chiama Samarcanda e la sedia Piccadilly. Tutti e due rispecchiano la mia filosofia di progettazione “eliminare il superfluo”.A Eddy penso siano piaciuti soprattutto perché in questo modo, gli ho velocizzato le fasi di lavorazione, consentendogli di economizzare nell’utilizzo del materiale.

La magia ancora una volta innescata da un’idea, fa da catalizzatore tra i vari elementi del mondo dell’artigianato e quello della progettazione. Loro attendono che qualcuno riesca a stimolarli, rispettando una cultura millenaria quella della falegnameria. Noi, i progettisti dobbiamo farci trovare pronti, rinnovando però in maniera coerente e non banale la loro tradizione.

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