Un uomo migliore – Anita Nair

Spesso è difficile, per una scrittrice donna, narrare dal punto di vista di un uomo, ma questa è un’eccezione.
Mukundan, il protagonista di questa storia forte e delicata, commovente e leggera al tempo stesso, appare in tutte le sue sfaccettature, in tutte le sue tipiche caratteristiche maschili.

Tutta la vicenda si svolge attorno a lui, in un susseguirsi di azioni e pensieri del presente intervallati da ricordi, sia suoi sia degli altri personaggi, per arrivare alla fine di questo bellissimo romanzo.

Inizialmente i toni sembrano tristi e piatti, e ci si chiede cosa mai possa accadere in quasi 400 pagine, ma poi tutto prende vita e la lettura scorre, veloce e inesorabile, anche quando si vorrebbe rallentare, per crogiolarsi nella lettura più a lungo.
Accade, infatti, che, arrivati alla fine, si senta nostalgia per qualcosa che sta per finire.

Mukundan è un uomo coraggioso, benché non abbia bisogno di fronteggiare nemici o inscenare battaglie. Lo è nel modo più difficile e complesso, perché accetta di guardare dentro di sé e combattere con il passato, che gli ha lasciato cicatrici indelebili e ancora doloranti.
Quando, dopo quarant’anni di lavoro, torna al paese natio, inizialmente vi si aggira con circospezione e un malcelato snobismo, ma poi, grazie anche alla presenza di Bhasi il pittore, Bhasi lo svitato, decide di tornare a far parte della vita della sua cittadina d’origine, senza più sentirsi superiore.

La svolta è data proprio da questa decisione, che arriva nel momento in cui la verità sembrava sopraffare il protagonista, con il suo peso insostenibile. Ma il coraggio arriva proprio quando sembrava perduto e la vita comincia a cambiare e i sentimenti, imprigionati in una gabbia di paura e risentimento, finalmente sono liberi di fluire fuori e dentro di lui.

Prendono forma nelle persone accanto a lui, come se tutto ad un tratto scoprisse di avere un valore anche al di là del suo lavoro e del suo nome.
I tasselli finora rimasti spaiati trovano una collocazione e finalmente il puzzle della vita si ricompone, portando dolore ma anche trionfo.

Vera

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