Il designer in parole

Con gli amici che gestiscono “Blog 2 Network” sono d’accordo di produrre almeno un “pezzo” al mese, uno per “design pills” e l’altro per “metaprogetti”. Le mie due rubriche che mi hanno concesso di aprire sul blog in questione.

Marzo è il mese che precede il periodo più importante dell’anno per le aziende di design e chi ci orbita attorno (il salone del mobile di Milano di aprile). Per non inflazionare (con troppe immagini) l’argomento che ci sta tanto a cuore ho provato a concentrarmi sulla forma più intima di progettazione.

La relazione che accompagna i progetti, il metaprogetto per eccellenza.
Mi permetto di inserire due relazioni inerenti un tavolo e una sedia , che pubblicherò in “design pills” per farvi capire (spero) quanto è distante l’oggetto dal concetto che l’ha prodotto cerebralmente.

Vi racconto solamente questo episodio. Ero ad una mostra di prodotti ecologici in provincia di Treviso, ero passato per salutare gli amici falegnami che mi hanno prodotto il tavolo e la sedia ed in questo caso li esponevano.
Alcune persone si erano fermate per osservare i prodotti nel loro stand e approfondendo ulteriormente l’argomento hanno voluto sapere le motivazioni che mi hanno portato alle realizzazioni.

Sottoponendogli le relazioni di Samarcanda Table e Piccadilly Chair, mi hanno guardato, commentando che il testo che avevo pensato era troppo complicato e che preferivano la semplicità dei miei pezzi esposti. Da quel episodio, il proprietario della falegnameria esecutrice dei miei prodotti mi appella come, Tinti, il filosofo mantovano.

Samarcanda
Il Tavolo è l’elemento d’arredo che più si avvicina alla simbologia spirituale dell’altare religioso.
Il piano sostenuto dalle quattro gambe raffigura la sospensione orizzontale del terreno, portandola alla dimensione metafisica del cielo.
Il piano è sostenuto da un’architettura strutturale bivalente.
Le quattro gambe, “parlano” un linguaggio antropomorfo che unisce la diagonalità con l’ortogonalità. Cornice ideale che rafforza visivamente il piano d’appoggio.
Il tavolo/altare, in questo modo rimane saldamente ancorato al pavimento su cui viene posizionato.Regalando al occhio un senso di austera eleganza e alla funzione una rassicurante solidità.
Samarcanda è un omaggio alla poetica pragmatica cara ai nostri maestri architetti del dopoguerra (in particolare a Franco Albini).

Piccadilly
Con il progetto di questa sedia intendo far riappropriare all’oggetto il valore etico della propria funzione: “…accogliere democraticamente tutti i fondoschiena che desiderano utilizzarla”.
Mi ha sempre affascinato paragonare le sedute al corpo umano, ed effettivamente la morfologia della sedia può ricordare una persona che flette sulle ginocchia tenendosi con le braccia indietro per rimanere in equilibrio.
Quindi, in quest’ottica dare una “personalità” all’oggetto, mantenendo una compostezza formale e una solidità strutturale; obiettivo raggiunto grazie alle gambe unite nella parte inferiore da un traverso che caratterizza Piccadilly inequivocabilmente.
Regalando anche quel tocco d’imprevedibilità, in quanto le gambe a slitta in genere si utilizzano con i telai metallici. In questo modo, inoltre, sono riuscito a far mantenere gli spessori della struttura lignea molto sottili, rendendo l’oggetto particolarmente elegante.

Se vi interessa approfondire il mondo dei pensieri dei progettisti, vi consiglio un libro edito nel 1994 da editrice Abitare Segesta di Milano che si chiama “Parola di designer”. Buona lettura.
Tntproject

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