Il futuro fa paura

Affollatissima oggi la mensa…

E’ stata una giornata emotivamente pesante per me. Credevo di essere ormai abituata a certi spettacoli, e alle miserie di una categoria di persone che sta scivolando sempre più in basso. Inesorabilmente.

Pochissimi di loro riescono a venirne fuori, e non senza nessuno che dia loro una mano. I frati fanno quello che possono: a volte anche quello che non potrebbero fare. Non sempre si riesce a restare distaccati da certe situazioni… ad esempio, ho saputo che uno dei cani di Vladimir ha morso un passante. Gli è stato portato via e intendono sopprimerlo.

L’ho incontrato davanti al Santuario stamattina, da solo. Di solito mi guarda e accenna un sorriso… stavolta mi è passato accanto senza vedermi…

Dopo l’entusiasmo della settimana scorsa, con cui avevo accolto la notizia della sua volontà di tirarsi fuori dall’alcoolismo, mi rendo conto che per lui è una batosta terribile. Non vive senza i suoi cani, li adora entrambi allo stesso modo ed è impensabile che gliene portino via uno.

Non riuscirà più a trovare la forza di lottare senza di essi.

Se rifletto alla cosa, mi rendo conto che alcune persone sono destinate a restare ai margini della società. Anche se nel corso della loro esistenza avvengono episodi che fanno sperare per un futuro migliore, prima o poi succede qualcosa che li getta di nuovo nel pessimismo più cupo. Perdono ogni iniziale entusiasmo e quel pò di forza, che avrebbe permesso loro di risollevarsi da certe situazioni.

Non so come andrà a finire, ma conosco bene molti di loro e non mi sento affatto positiva. Vladimir tornerà a sprofondare in quel buco nero da cui aveva appena messo fuori il naso…

In un angolo della sala, un altro ospite stava con la testa fra le mani mormorando qualcosa. Gli sono passata accanto e ho sentito frammenti delle sue parole << Non posso più andare avanti così>> e ancora…<< inutile vivere, mi suicido>>…

Non è possibile restare indifferenti davanti a certe situazioni, è comunque doloroso, vorrei poterlo aiutare e non posso… l’unica cosa che potevo fare, è stata quella di riferirlo a frate Massimo. Al resto penserà lui… so già che domani comprerò un quotidiano, e cercherò notizie su eventuali cadaveri trovati in qualche angolo di strada, sperando di non leggere nulla di simile.

C’era un signore cinese seduto in un angolo. Con la faccia tumefatta e un occhio gonfio, il labbro spaccato e varie escoriazioni… giustificazione ufficiale per il suo stato: sono caduto…

In realtà sappiamo bene che le ha prese. Probabilmente qualcuno lo ha pestato per rubargli qualcosa, stanotte, e lo ha ridotto così. Noi dispensiamo cerotti e antidolorifici, a volte la Tachipirina per chi ha la febbre, o una pastiglia per un mal di denti.

Ma non basta, ci vorrebbe molto di più. Quello che riesce a fare un convento gestito da frati, con l’aiuto di noi volontari, non è sufficiente.

L’ho detto: giornata pesante oggi. Ho visto tutto nero, più del solito… eppure non c’era nulla di nuovo, rispetto alle altre innumerevoli volte in cui dò il mio contributo settimanale. Forse, l’attuale situazione economica e politica del paese, mi fa temere per il futuro. E questo mi ha fatto immedesimare fin troppo, in quegli uomini e in quelle donne, intenti a consumare un pasto in una mensa per i poveri.

Avrei voluto citare episodi divertenti (che pur ci sono) e dare un’impronta poetica a quanto ho scritto fin’ora. Ma oggi non mi è possibile…

Questa è la realtà: inutile far finta di non vederla.

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