Pazza Inter

Bayern Monaco – Inter non è stato solo il match di ritorno degli ottavi di finale di Coppa Campioni, non è stata solo la rivincita dell’ultima finale di Madrid, non è stato solamente l’ennesimo Italia – Germania, è stata gioia, paura, terrore, delirio: è stata il miglior spot per il calcio.

L’Inter è volata a Monaco consapevole del fatto che per passare il turno serviva un’impresa, una partita perfetta fatta di concentrazione, tenacia, volontà, sacrificio, cuore e fortuna. Il match d’andata aveva visto trionfare i bavaresi per 1-0 grazie al paperone di Julio Cesar proprio al 90′, quando ormai lo 0 -0 sembrava archiviato. Il vantaggio tedesco è però durato solamente tre minuti. Tanti, infatti, ne sono bastati a Samuel Eto’o per trafiggere il portiere avversario.

La partita dell’Allianz Arena è entrata subito nel vivo, il risultato dell’andata è stato immediatamente ribaltato e le due squadre hanno dato vita ad una sfida a viso aperto non preoccupandosi tanto di difendere la propria porta, ma concentrandosi ad offendere quella avversaria. Il vantaggio nerazzurro è durato poco più di 15 minuti, poi un velenoso fendente di Robben ha provocato la seconda grande papera di Julio Cesar, che ha respinto in malo modo il pallone sui piedi della punta avversaria che da pochi passi ha insaccato in rovesciata. Gli uomini di Leonardo subito il pareggio sono caduti in balia degli avversari e nel giro di pochi minuti il Bayern ha capovolto il risultato portandosi sul 2 – 1. Prima della fine del tempo Ribery e copagni hanno sfiorato il gol almeno in altre quattro occasioni, dando l’opportunità a Julio Cesar di riscattarsi dell’errore iniziale.

Nel secondo tempo l’Inter cresceva, attaccava a pieno organico lasciando i soli Lucio e Ranocchia a difesa della propria porta. Il Bayer pur sotto pressione aveva tre nitide occasioni per chiudere la partita ed il discorso qualificazione, ma la bravura di Julio Cesar e l’imprecisione degli attaccanti non consentivano ai bavaresi di mettere la parola fine ad un match così emozionante.

Intorno al ventesimo l’ennesimo lampo di classe di Eto’o liberava Sneijder al tiro da fuori area e l’Inter raggiungeva il pareggio. Poco dopo uno stremato Robben usciva dal campo e il Bayern si annichiliva minuto dopo minuto sotto i colpi dell’armata nerazzurra. Ma proprio quando ogni speranza sembrava abbandonata, uno straordinario Eto’o rubava palla all’ingenuo difensore Breno e serviva, dentro l’area di rigore, l’accorrente Pandev il quale liberava un sinistro di rara precisione e violenza proprio sotto l’incrocio dei pali della porta difesa dall’ottimo Kraft.

Minuto 89′, l’impresa era copiuta. I quattro minuti di recupero sono stati solo il preludio alla festa nerazzurra scoppiata al triplice fischio.Julio Cesar in lacrime è stato portato in trionfo da Materazzi sotto il settore dei Boys, Eto’o ha danzato come un matto davanti ai suoi tifosi, Leonardo è stato travolto da Chivu, Moratti con i figli ha esultato in tribuna e Nagatomo avvolto nella bandiera Giapponese è stato l’ultimo a lasciare il campo concedendosi un minuto tutto per sè per onorare i caduti del terremoto del suo Paese e per ricordare per sempre il suo debutto in Champions.

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