Fragili e stanchi…

Ci sono dei giorni in cui si è estremamente fragili. Giorni che fanno accasciare letteralmente su se stessi… la forza viene meno, ci fa sentire infinitamente stanchi e desideriamo solo silenzio e pace.

Mi chiedo spesso da dove arriva questo sconforto, che a ben vedere non ha una motivazione ben precisa, nè una causa plausibile. Solo stanchezza…

Forse, nonostante i buoni propositi e il pensiero positivo, si sbatte comunque il naso nella realtà. Questa realtà che piace sempre meno e che ci dà l’impressione di essere diventati dei burattini. Lavoriamo, fatichiamo: cerchiamo di fare del nostro meglio, per fare in modo che la nostra vita abbia un senso logico. Pur sapendo che di logico non c’è nulla…

Ad esempio spesso mi chiedo: dove sto andando?

Non trovo una risposta purtroppo… e ho il dubbio che mai la troverò! Ho sempre pensato che si dovrebbe avere uno scopo nella vita: attivarsi in tutti i modi possibili per poterci arrivare un giorno… e finalmente fermarsi. Ammirare il frutto del proprio lavoro e goderselo.

Ma oggi non è così.

Se vado indietro nel tempo, mi accorgo di ricordare che le persone fino a 20 anni fa circa, erano molto più positive e determinate a raggiungere degli obbiettivi. Ognuno aveva il suo; che si trattasse di un’attività in proprio, o di trasferirsi di nuovo al sud dopo anni passati in una fabbrica del nord, non importa…

Lo si faceva, si realizzava tutto quello che si era sognato per anni. E ci si sentiva come un corridore finalmente arrivato al traguardo.

Negli ultimi tempi si è diventati molto più demotivati. Sappiamo che non ci sono prospettive, nè possiamo fare progetti a lunga scadenza: tutto è provvisorio. Non sappiamo cosa potrebbe succedere domani…

Quelli della mia età sono costretti in molti casi a rinunciare ai propri sogni, perchè si hanno in casa figli che non possono rendersi autonomi, nè possono sperarlo in un prossimo futuro. Non c’è sicurezza, non si fanno progetti… non sappiamo dove stiamo andando.

E così la vita odierna è basata tutta su un’illusione: chi lavora, lo fa perchè “deve” farlo. Ma sa bene che il suo lavoro non potrà mai permettergli un giorno, di decidere qualcosa di diverso.

Per se stesso e per i suoi cari, (tranne pochi privilegiati). Gli stipendi attuali, sono al di sotto del reale fabbisogno di ogni singolo individuo. Basta appena a sopravvivere…

O forse… tv e certa stampa, ci hanno convinti di aver bisogno di cose che non sono necessarie e ci sentiamo frustrati per questo. Non sappiamo più distinguere il superfluo dall’indispensabile. Anni passati ad uscire presto la mattina, per recarsi al lavoro. E poi tornati a casa, cenare e quindi mettersi davanti alla tv: ogni giorno è uguale all’altro. Fotocopie sbiadite di una vita che non ha senso…

E’ questo che vedo intorno a me da un pò di tempo: gente rassegnata o arrabbiata. E tanto stanca…

La stessa stanchezza che provo io in certi giorni.

Urge combattere e lottare per capovolgere la situazione…

Parlavo stamattina con un amico del pensiero positivo e dei suoi effetti. Ci credo fermamente, so che funziona… ha funzionato in passato: perchè non dovrebbe farlo adesso?

So anche che per carattere sono battagliera e determinata… non posso arrendermi alla realtà. Se ci si crede e si è disposti a lottare, molte cose possono cambiare…

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