23 Febbraio 1986

Domani ricorre l’anniversario della morte di Luca rossi. Studente universitario che, proprio per caso, si trovò sulla traiettoria del proiettile di un poliziotto.

E’ successo poco distante da casa mia… ricordo perfettamente quel giorno. Mio figlio aveva poco meno di 5 anni, ed ero in cucina a preparare la cena.

Sotto casa un via vai di sirene. Polizia, ambulanze e voci concitate, mi hanno fatto pensare a un incidente, che erano piuttosto comuni in questa zona.

Ai tempi, il ponte della ghisolfa non era così sicuro come lo è adesso…

Non ci ho fatto molto caso. Mi sono affacciata ma non vedevo nulla di particolare: tranne i lampeggianti delle forze dell’ordine e un folla raccolta in un certo punto della piazza. Per l’esattezza: Piazzale Lugano.

Sono tornata ai fornelli, e non ci ho pensato più… solo a tarda serata, ascoltando il telegiornale, avevo saputo esattamente cos’era successo.

Un ragazzo di 20 anni, Luca Rossi, stava correndo per prendere la filovia. La 90: la stessa che prendo io al mattino, per andare al mercatino dei libri.

Nel frattempo un gruppo di persone ha innescato una rissa: non so bene per quali motivi. E’ intervenuta la Polizia per sedarla, ma inutilmente… un poliziotto (un ragazzo anche lui, 27 anni) ha estratto la pistola, e ha sparato.

Luca è stato colpito in pieno, da una pallottola di rimbalzo.

E’ morto dopo poche ore…

Ora, davanti alla fermata della 90, in Piazzale Lugano a Milano, c’è una lapide che ricorda quel giorno e quel ragazzo ucciso così, per caso. Una lapide che io vedo tutte le mattine, da 20 anni a questa parte… ormai non ci faccio quasi più caso.Come ho detto in un’altra nota, ci si abitua a tutto…

Domani ci sarà una manifestazione, per ricordarlo. E saranno in molti a partecipare… Queste sono le iniziative che possono ottenere qualcosa. Possono ricordare che un ragazzino alle soglie della vita è morto, perchè si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato.

E possono evitare… o almeno me lo auguro, altri “errori”.

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