La rivoluzione del fotovoltaico notturno

Pensare a un pannello fotovoltaico che funziona di notte sembra un controsenso.

Eppure la visione di Steven Novack, ricercatore dell’Idaho National Laboratory è tutt’altro che uno scherzo o un controsenso.

Novack, infatti ha ideato un sistema capace di catturare la parte infrarossa della radiazione solare, caratterizzata dal fatto di essere non solo assorbita durante il giorno ma anche rilasciata dal terreno durante la notte.

Il principio è semplice: diversamente dai tradizionali diodi che costituiscono i pannelli fotovoltaici, il sistema di Novack prevede l’utilizzo di nanoantenne dalle dimensioni ridottissime (il loro diametro è pari a un venticinquesimo del diametro di un capello umano).
queste nanonantenne, grazie alle loro dimensioni, paragonabili alla lunghezza d’onda delle radiazioni infrarosse, riescono ad entrare in risonanza con esse e a generare energia.

E in quantità tale da far invidia a qualsiasi pannello fotovoltaico tradizionale, visto che il loro rendimento è più che doppio e che anche il loro costo è estremamente contenuto.

I circuiti di nanoantenne, infatti, possono essere stampati su polietilene, la comune plastica con cui vengono fatti i sacchetti per la spesa, e possono essere posizionati ovunque con altrettanta semplicità.

L’unico grosso problema ancora irrisolto è che l’energia elettrica così prodotta risulta attualmente inutilizzabile: si tratta di corrente alternata ad una frequenza altissima e che andrebbe trasformata in corrente continua. Il problema è che non esistono ancora in commercio diodi capaci di lavorare efficientemente a dimensioni così piccole e a trasformare quindi la corrente da alternata a continua.
questa è la sfida cruciale che Novack si trova davanti per trasformare la sua visione in una vera rivoluzione energetica. Ci riuscirà? Noi ce lo auguriamo!

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