Arriva l’anno del Coniglio: festeggiamenti per il Capodanno Cinese in Italia e in Cina

Milioni di cinesi in patria e in tutto il mondo si preparano in queste ore a festeggiare l’arrivo dell’anno nuovo in base al calendario lunare: la notte del passaggio dall’ anno della Tigre a quello del Coniglio è proprio quella tra il 2 e il 3 febbraio, ma il Capodanno Cinese, o Festa di Primavera “Chun Jie” 春节 durerà  circa due settimane tra botti, sfilate tradizionali, concerti, esibizioni e fiere.

 

Domani entreremo nell’anno del Coniglio, il quarto dei 12 animali che, secondo la tradizione, si presentarono al cospetto di Buddha. Segno caratterizzato dell’ elemento metallo, nella cultura cinese il Coniglio è aggraziato, educato, colto, talentuoso e ambizioso. L’astrologia  tradizionale cinese vuole che i nati sotto questo segno siano di conseguenza quieti, acuti osservatori, riservati, meditabondi e fortunati negli affari. Il coniglio è anche associato alla gioventù e al romanticismo.

Milano, per rendere onore alla comunità cinese più grande d’Italia e per sottolineare l’importanza dei rapporti tra Italia e Cina, ha in calendario numerosi ed interessanti incontri in tutta la città. Di seguito una breve panoramica delle iniziative in corso in città prima di passare ad un analisi del valore questa festività assume da sempre per il popolo cinese.

Ieri, 1 febbraio 2011, è stato proiettato al Palestrina “Giallo a Milano”,  film- documentario del regista e sinologo Sergio Basso sulla comunità cinese di Paolo Sarpi (vedi articolo). Domani, giovedì 3, dalle 19 alle 22.30, è in programma alla Bicocca una festa organizzata nell’ambito del  programma di scambio tra l’ateneo milanese e la ChongQing University. Domenica 6 febbraio, alle 21.30 al Teatro degli Arcimboldi si terrà il concerto benefico del soprano Lu Wei (Ambasciatrice dell’Anno Culturale della Cina). Mercoledì 9 Febbraio alle 19.30 al Teatro Dal Verme avrà luogo uno spettacolo di balli e canti tradizionali cinesi. La chiusura dei festeggiamenti si terrà in piazza Duomo sabato 12 febbraio , dalle 15 alle 18, con la “Danza del drago”. L’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano organizza inoltre  il ciclo di incontri: «Conoscere Confucio». L’evento più atteso, ovvero il concerto diretto dalla celebre Xian Zhang organizzato dalla Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, , si terrà invece venerdì 4 marzo.

Queste attività culturali dimostrano un effettivo interesse da parte dei milanesi nei confronti della comunità cinese e della sua cultura ma è ovviamente in Cina che gli eventi legati al Capodanno Cinese raggiungono il loro massimo splendore.

Il significato originale della Festa di Primavera affonda le proprie radici nella tradizione contadina; l’arrivo dell’Anno Nuovo in base al calendario lunare veniva salutato con preghiere e celebrazioni finalizzate ad ottenere buoni raccolti e rappresentava al tempo stesso un momento di riunione e di rinnovamento dello spirito. Il Capodanno cinese sanciva inoltre l’inizio della Primavera e pertanto simboleggiava la rinnovata fertilità della terra.

In base alla tradizione i preparativi della Festa di Primavera iniziavano l’ottavo giorno del dodicesimo mese del calendario lunare cinese (in cinese Nongli 农历, dove “Nong” sta per “contadino”). Con le trasformazioni avvenute nella società cinese le tradizioni hanno ovviamante subito forti cambiamenti, soprattutto nelle grandi metropoli, lontanissime ormai dalla cultura contadina. Questi mutamenti possono tuttavia essere considerati l’esatto esempio di un detto cinese che afferma che le tradizioni e gli stili di vita cambiano ma sopravvivono e si evolvono in nuove forme culturali. La Festa di Primavera continua ad essere la più celebrata di tutta la Cina: si trascorre in famiglia con scambio di regali, cenone e l’immancabile scoppio dei botti per salutare l’anno vecchio e dare il benvenuto a quello entrante. Le celebrazioni durano due settimane, con scuole ed uffici chiusi e culminano con la Festa delle Lanterne, quando le città si riempiono di lanterne colorate e candele alle finestre delle case per guidare gli spiriti benevoli.

Se vi capitasse di essere a Pechino o in Cina nel periodo della Festa di Primavera, non potete perdetevi le fiere tradizionali dei templi (“miao hui” 庙会). In passato le fiere dei templi avevano un significato religioso: i monaci buddisti e taoisti tenevano le loro cerimonie religiose e i fedeli si recavano ai templi per offrire incensi e pregare. Oggi queste fiere sono vere e proprie feste dal valore commerciale oltre che culturale, con prodotti di artigianato, manifestazioni culturali, contorsionisti, artisti di strada, esibizioni di jigong e di kungfu.

Tra le fiere, quella del Tempio della Terra  (Ditan 地壇) è tra le più importani: qui nell’antichità venivano serviti sacrifici agli dei della terra e ancora oggi tra gli eventi vi sono esibizioni folkloristiche, sfilate e banchetti che simulano questi sacrifici.

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